Torna l’ipotesi di portare i rifiuti all’estero. Si badi bene: non significa che non si farà la discarica a Monti dell’Ortaccio. Il problema è complesso, con sfumature paradossali, per non dire comiche. Vediamo di capire lo scenario: il 31 dicembre scade la proroga per la discarica di Malagrotta che,contro la normativa europea, accoglie anche rifiuti non trattati.

Il prefetto Goffredo Sottile, commissario per l’emergenza rifiuti, ha deciso che la discarica provvisoria sarà realizzata sul terreno e con il progetto di Manlio Cerroni (proprietario di Malagrotta) nella stessa area, a Monti dell’Ortaccio. Ma quest’ultima discarica provvisoria potrà accogliere solo rifiuti già trattati. Come fare, visto che fino ad oggi Roma non è riuscita a trattare tutti i rifiuti che produce? Il Patto per Roma (siglato da tutte le istituzioni insieme al ministro Clini) prevede che i quattro impianti di Tmb (trattamento meccanico biologico) funzionino finalmente a pieno regime. In questo modo tutti rifiuti saranno trattati (significa che sono meno inquinanti e ridotti di dimensione) e andranno a Monti dell’Ortaccio dal 31 dicembre.

Tutto perfetto, no? No. Perché la settimana scorsa il prefetto Goffredo Sottile ha rivelato al Messaggero: «Temo che per il 31 dicembre Roma non sarà pronta, resterà comunque una parte di rifiuti che non riuscirà a trattare nei quattro impianti esistenti. Come faremo? Non lo so. Ma a Monti dell’Ortaccio non possono andare». Si tratta di 1.200 tonnellate giornaliere, ipotizzano gli esperti. Che succede, allora, si rifila l’ultima beffa agli abitanti di Valle Galeria: oltre ad aprire la discarica di Monti dell’Ortaccio si proroga anche Malagrotta? Ieri, in un’intervista al Messaggero, il sindaco Gianni Alemanno, ha detto: «Escludo una proroga per Malagrotta. Bisognerà portare fuori da Roma i rifiuti tal quali». Ecco che si riaffaccia l’idea di esportare almeno una parte dei rifiuti in altre regioni o all’estero come fa Napoli.

Ieri il prefetto Goffredo Sottile (un’eventuale proroga di Malagrotta dovrebbe firmarla lui) ha commentato: «La proroga di Malagrotta sarebbe l’ultima opzione, da evitare a ogni costo». Portiamo le 1.200 tonnellate di rifiuti non trattati all’estero? Sottile: «Il problema dell’intrattato al primo gennaio ci sarà e bisogna trovare una soluzione adeguata, perché per realizzare il quinto impianto di Tmb ci vorrà del tempo. Rifiuti all’estero? A suo tempo dissi seguiamo l’esempio di Napoli… non voglio ridire cose che poi suscitano critiche, perché non mi compete. Però dico: Napoli lo sta facendo, e si parlerebbe solo delle parti non trattate. E anche questa è una situazione provvisoria, finché il quinto impianto andrà in funzione. Ora, non è che un problema così complesso come i rifiuti di Roma si può risolvere in 15 giorni».

C’è un problema di costi: 1.200 tonnellate portate in Olanda potrebbero costare, in media, 150.000 euro al giorno. Anche ipotizzando di ottenere migliori condizioni di mercato e di ridurre gradualmente la quantità di rifiuti che non passa nei Tmb, significherebbe comunque andare ad incidere sulla tariffa dei rifiuti (che pagano i cittadini). Eppure, da anni era di fronte agli occhi di tutti che i quattro impianti di Tmb (due di Ama e due di Cerroni) non trattavano tutti i rifiuti prodotti. Si è posta molta attenzione al nodo del sito dove realizzare la discarica, ma si è dimenticato questo altro tassello fondamentale. Quali alternative ci sono ai rifiuti all’estero? Fare un accodo con un’altra regione; aumentare la produzione dei Tmb esistenti (in attesa che sia pronto il quinto impianto); portare i rifiuti in altre discariche del Lazio. Appaiono tutte e tre molto, molto complicate. (IlMessaggeto.it – Mauro Evangelisti)