“Ho partecipato con curiosità e attenzione alla presentazione del primo dibattito pubblico, sostenuto da Adr, riguardante il Piano di Sviluppo Sostenibile dell’Aeroporto Leonardo Da Vinci di Fiumicino. Una presentazione che mi ha lasciato alquanto interdetto, poiché di sostenibilità in tutta la relazione non c’era alcun riferimento.  

Il dibattito pubblico, dal mio punto di vista, non è stato altro che un discorso autoreferenziale dei vertici Adr e dello stesso sindaco Baccini rispetto a un progetto miliardario impattante per tutta la città e soprattutto per i cittadini.

Nella mia concezione di sviluppo non sono contrario a parlare di ampliamento aeroportuale, come tanti pensano per furore ideologico, anche perché è chiaro che affrontare il futuro industriale e turistico del paese significa pensare a soluzioni anche infrastrutturali e aeronautiche diverse da quelle attuali.

Resto però fermo nell’idea che il piano di espansione può essere gestito senza la realizzazione di una quarta pista, bensì con una progettualità interna, come realizzato in altri contesti e dove funziona perfettamente. Sostenere un ampliamento esterno al sedime aeroportuale è, invece, una sterile giustificazione al piano messo in campo da Adr per il proprio progetto di espansione industriale.

In tutto questo i vertici Adr, con la complicità dell’Amministrazione comunale di Fiumicino, dimenticano che a pagare le conseguenze più grandi di ogni  decisione saranno sempre i cittadini, che già ad oggi sono vittime dell’infinità di disagi che l’aeroporto causa, a partire  dal traffico aereo giornaliero fino ad arrivare alle delicate questioni del rischio biologico causato dall’inquinamento, non solo acustico

Le problematiche dei residenti di Fiumicino, Focene e Fregene non saranno di certo risolte con la costruzione della quarta pista visto che la pista di Coccia di Morto non sarà dismessa e non perderà lo status di infrastruttura di volo.

La vera necessità è quella di ridurre l’impatto devastante della pista numero uno sulla città; una città che seppur nata spontaneamente intorno all’aeroporto, non può essere ostaggio non considerato dai vertici societari e dall’Amministrazione guidata dal sindaco Baccini.

Se ci deve essere uno sviluppo bisogna partire dalla tutela dei cittadini, dimostrando attenzione per chi ha scelto di vivere in questa città e realizzare finalmente una seria analisi epidemiologica approfondita che vada a valutare quanto l’impatto dello scalo possa essere nocivo in termini di salute, soprattutto rispetto alla presenza di statistiche importanti e anomalie relative a  neoplasie polmonari o tiroidee o malattie come il Parkinson o l’Alzheimer.

Io non so se ADR ha dei dati in merito, ma sarebbe il momento di parlarne o di discuterne con la città.

È il momento di mettere il cittadino fiumicinese al centro della discussione su ogni progetto industriale, affinché non resti vittima di teorie di sviluppo e profitto economico.

Il diritto a un ambiente salutare, sancito anche della nostra Costituzione, dovrebbe essere la priorità dei vertici Adr e di tutti gli amministratori del comune, perché prima di tutto vengono i cittadini, poi sviluppo e affari, non il contrario”.

Paolo Calicchio, Consigliere comunale.