“Ancora una volta l’opposizione tenta di riscrivere una vicenda sulla quale esistono atti amministrativi, dichiarazioni pubbliche e pronunce dei giudici amministrativi che raccontano una storia molto diversa da quella che oggi si cerca di far credere ai cittadini”. È quanto replica la Lista Civica Baccini all’opposizione.
“Chi ha amministrato Fiumicino per dieci anni – fanno notare i componenti della List civica Baccini – dovrebbe avere almeno l’onestà di assumersi le proprie responsabilità, invece di scaricarle su chi governa da appena tre anni.
La realtà è semplice. Fino al 2020 la competenza sul demanio marittimo abitativo era della Regione Lazio, guidata dallo stesso schieramento politico dell’allora Amministrazione comunale. In tutti quegli anni non è stata costruita alcuna soluzione normativa definitiva per tutelare le famiglie. Anzi, una delle pochissime iniziative parlamentari fu un’interrogazione promossa dall’allora consigliere regionale Giuseppe Emanuele Cangemi, non certo dalla sinistra che oggi si proclama paladina dei concessionari.
Quando nel 2020 la gestione passò al Comune, gli uffici si trovarono davanti centinaia di pratiche da ricostruire. Ma anche nei tre anni successivi l’allora Amministrazione Montino non risolse il problema.
Nel 2021 vennero annunciati pubblicamente i rinnovi delle concessioni, rassicurando i cittadini che la situazione fosse ormai avviata verso una soluzione. In realtà quei rinnovi non arrivarono mai. Rimasero soltanto annunci.
Poi, il 12 maggio 2023, appena tre giorni prima delle elezioni comunali, arrivò una delibera presentata come la soluzione definitiva. Una scelta tardiva, dopo tre anni di gestione comunale della materia, che non risolveva il problema e che, peraltro, riguardava soltanto una parte delle situazioni esistenti, lasciando fuori numerose famiglie. In poche parole, era una delibera-truffa.
Ancora più grave è un altro aspetto che l’opposizione oggi evita accuratamente di ricordare. Per anni furono gli stessi amministratori dell’epoca a sostenere che le concessioni, scadute definitivamente nel 2017, fossero decadute e che gli immobili fossero quindi privi di un valido titolo concessorio. Lo affermavano pubblicamente e lo sostenevano anche davanti ai giudici amministrativi. Nei ricorsi promossi da alcuni concessionari, il Tar confermò infatti che la proroga prevista dalla legge nazionale non poteva essere applicata retroattivamente a concessioni già decadute. È proprio da quella impostazione amministrativa che nasce il problema che oggi l’opposizione finge di non conoscere.
Non solo. La precedente Amministrazione rivendicò perfino le demolizioni degli immobili come un successo amministrativo, dichiarando pubblicamente di aver ottenuto ragione davanti al Tar anche nei casi più contestati. Oggi gli stessi protagonisti fingono che quella linea non sia mai esistita. La verità è che il caos nasce proprio da quelle scelte amministrative.
Oggi questa Amministrazione ha fatto ciò che nessuno aveva mai fatto prima: ha aperto un confronto costante con le associazioni dei concessionari, ha istituito un tavolo tecnico permanente, ha coinvolto il Parlamento e il Governo e ha ottenuto dal Consiglio comunale un Ordine del Giorno unitario che chiede finalmente una norma nazionale capace di dare una risposta definitiva alle centinaia di famiglie coinvolte.
Infine, lascia davvero perplessi vedere alcuni consiglieri che da anni si proclamano difensori del Villaggio dei Pescatori e dei concessionari del demanio marittimo risultare assenti proprio durante la discussione e la votazione dell’Ordine del Giorno che affrontava una vicenda aperta da oltre vent’anni.
I cittadini, però, ricordano bene. Ricordano chi parlava di immobili abusivi perché le concessioni erano decadute. Ricordano chi rivendicava le demolizioni. Ricordano chi ha avuto dieci anni per intervenire senza riuscire a risolvere il problema.
Nel frattempo questa amministrazione continuerà a lavorare con serietà, senza propaganda, insieme alle associazioni e alle istituzioni nazionali, affinché si arrivi finalmente a una soluzione stabile e definitiva per tutte le famiglie interessate.
Perché i fatti, a differenza delle ricostruzioni di comodo, non si possono riscrivere”.
