Abbiamo scelto di sottoscrivere l’Ordine del Giorno approvato dal Consiglio comunale perché il diritto alla casa delle centinaia di famiglie coinvolte viene prima di ogni appartenenza politica. Lo abbiamo fatto dopo l’approvazione di due nostri emendamenti, che introducono la priorità per i residenti e il riavvio della procedura di sdemanializzazione delle aree che hanno ormai perso le caratteristiche del demanio marittimo. Per questo abbiamo firmato il documento insieme a tutta l’Aula.

C’è però una verità politica che non può essere dimenticata. Nel 2020 il Comune ricevette dalla Regione la gestione del demanio marittimo abitativo. Gli uffici ereditarono centinaia di pratiche da ricostruire e verificare. La situazione era complessa e la precedente Amministrazione lo disse fin dal primo giorno.

Diversi esponenti dell’attuale maggioranza, invece, raccontavano ai cittadini che bastava rinnovare le concessioni. Promettevano soluzioni facili e accusavano la precedente Amministrazione di non voler intervenire. Oggi, dopo tre anni di governo, sono gli stessi amministratori a chiedere al Governo e al Parlamento una legge nazionale, riconoscendo che il Comune da solo non può risolvere il problema. È esattamente ciò che avevamo sempre sostenuto.


La precedente Amministrazione aveva già fatto la propria parte, approvando nel 2023 una delibera, frutto di tre anni di lavoro, che offriva una risposta amministrativa concreta alle famiglie. L’attuale Amministrazione ha scelto di revocarla. Oggi è costretta a chiedere allo Stato proprio quell’intervento legislativo che allora sosteneva non fosse necessario.

Ancora più grave è ciò che è accaduto nel frattempo. L’unico vero atto amministrativo compiuto dall’attuale Amministrazione è stato l’invio di centinaia di richieste di indennità per occupazione senza titolo e l’avvio dei procedimenti di rilascio degli immobili.

Mentre promettevano rinnovi automatici, hanno finito per trattare come occupanti senza titolo famiglie che da decenni vivono in quelle abitazioni, esponendole al rischio di dover pagare migliaia di euro in più rispetto ai normali canoni concessori.

Per questo avevamo chiesto di sostituire gli indennizzi con i canoni concessori per i cittadini in possesso dei requisiti previsti. La maggioranza ha bocciato anche questa proposta. Abbiamo firmato questo Ordine del Giorno perché le famiglie vengono prima della propaganda.

Ci auguriamo però che non sia l’ennesimo atto simbolico. Chi ha costruito consenso promettendo soluzioni semplici a un problema complesso oggi è stato costretto ad ammettere che quelle soluzioni non esistevano. Purtroppo, nel frattempo, centinaia di famiglie hanno pagato il prezzo di quelle promesse con anni di incertezza e con richieste economiche che avrebbero potuto essere evitate.

Gruppi Consiliari Partito Democratico, Sinistra Italiana, Reti Civiche e Lista Civica Ezio