“Le parole pronunciate dal vescovo Gianrico Ruzza sul Centro di permanenza per i rimpatri di Ponte Galeria non possono essere ignorate”. È quanto dice il Capogruppo Pd, Ezio Di Genesio Pagliuca.
“Per questo – fa notare Ezio Di Genesio Pagliuca – presenteremo una mozione affinché l’intero Consiglio comunale di Fiumicino dia la propria disponibilità istituzionale per qualsiasi tipo di progettualità che la Curia voglia proporre.
Ruzza parla sulla base di una conoscenza diretta, maturata attraverso le numerose visite effettuate all’interno della struttura. E il quadro che descrive è drammatico: persone che vivono in condizioni che lo stesso vescovo definisce prive di dignità, in spazi chiusi e fortemente limitati, senza adeguati strumenti di assistenza, socialità e relazione umana. Una situazione aggravata da episodi gravissimi, tra cui tre suicidi.
Non si tratta, quindi, di una discussione astratta sull’immigrazione o sulle politiche di sicurezza. Si parla di persone e del rispetto dei loro diritti fondamentali. Ed è significativo che a sollevare con tanta nettezza la questione sia il vescovo del territorio nel quale insiste il CPR di Ponte Galeria.
Ruzza ha inoltre ricordato l’impegno della diocesi, insieme a Caritas, Comunità di Sant’Egidio e Centro Astalli, per garantire assistenza legale e spirituale, insegnamento dell’italiano e soprattutto ascolto. Perché anche dentro una struttura di questo tipo non può venire meno il principio che ogni persona debba essere trattata con dignità.
Fiumicino, per la sua vicinanza a Ponte Galeria e per il ruolo che riveste nel territorio, non può voltarsi dall’altra parte. Il Consiglio comunale deve avere il coraggio di ascoltare queste parole e di assumere una posizione chiara.
Per questo chiediamo che tutti i gruppi consiliari sostengano la mozione e che il Consiglio comunale, senza divisioni strumentali, faccia proprie le parole del vescovo Ruzza: la dignità della persona viene prima di tutto.
È un tema che riguarda i valori della nostra comunità e il modo in cui le istituzioni intendono affrontare questioni delicate come sicurezza, immigrazione e rimpatri. Su questo non servono slogan o contrapposizioni ideologiche, ma responsabilità e rispetto dei diritti fondamentali”.
