La maggioranza in Consiglio comunale esprime piena solidarietà al Presidente, Roberto Severini, per gli appellativi offensivi e le espressioni denigratorie rivoltegli da esponenti dell’opposizione nel corso della seduta straordinaria di giovedì 1° ottobre, dedicata al Trasporto Pubblico Locale.

 “Quanto accaduto in Aula – dicono i consiglieri di maggioranza – è inaccettabile. Il Consiglio comunale è il luogo del confronto politico, anche acceso, e del dibattito democratico, ma il dissenso non può mai trasformarsi nell’offesa personale. Su questo la maggioranza è compatta: al Presidente del Consiglio, Roberto Severini, va la nostra piena solidarietà. Il rispetto delle persone, dei ruoli e delle istituzioni deve venire prima di qualsiasi contrapposizione politica.”

Il confronto avrebbe dovuto concentrarsi  sul merito della questione e sulle reali possibilità di intervento dell’Amministrazione rispetto alle criticità del Tpl. Nessuno nega i disservizi che interessano il trasporto pubblico: corse saltate e fermate non effettuate, sono problemi reali, che ricadono direttamente sui cittadini e sui quali pretendiamo risposte. Ma amministrare significa anche intervenire con gli strumenti che le norme e i contratti mettono a disposizione dell’Ente”.

La maggioranza richiama, in particolare, il contratto per il servizio TPL stipulato nel 2019 dalla precedente Amministrazione e il meccanismo, previsto per l’applicazione delle penali, in caso di corse non effettuate.

“Parliamo di numeri – fanno notare i consiglieri di maggioranza – che spiegano chiaramente la situazione. Le corse previste sono 447 e, in base al contratto, sottoscritto nel 2019, occorre arrivare ad almeno 22 corse non effettuate perché possano scattare le sanzioni previste. Questo significa che il gestore può accumulare un numero considerevole di corse saltate senza raggiungere la soglia che consente all’Amministrazione di intervenire. È evidente quanto sia difficile arrivare a quel limite e quanto, nel frattempo, possano essere pesanti le conseguenze per gli utenti. E qui emerge una responsabilità politica che non può essere ignorata. L’attuale Amministrazione non ha sottoscritto quel contratto: lo ha ereditato ed è tenuta a rispettarlo. Chi oggi siede all’opposizione e chiede perché il Comune non intervenga con maggiore durezza, dovrebbe ricordare che quelle condizioni sono state definite quando governava la città. Se oggi gli strumenti a disposizione dell’Ente risultano insufficienti rispetto all’entità dei disservizi subiti dai cittadini, è legittimo chiedersi perché nel 2019 sia stata accettata una clausola di questo tipo-

Abbiamo quindi rivolto all’opposizione una domanda molto semplice: in questa situazione voi oggi cosa fareste di diverso? Non abbiamo ascoltato una risposta concreta, nessuna proposta. Non basta denunciare un problema: bisogna anche spiegare attraverso quale atto e quale strumento giuridicamente utilizzabile lo si risolverebbe. Noi non intendiamo nasconderci dietro al passato, ma neppure accettiamo che le responsabilità politiche vengano cancellate o riscritte.

Il Consiglio straordinario, richiesto dall’opposizione, avrebbe potuto rappresentare un’occasione per discutere nel merito delle soluzioni e del futuro del servizio. L’opposizione ha preferito urlare e insultare. Noi non ci sottraiamo alle responsabilità del presente: continueremo a contestare i disservizi, a vigilare sul rispetto degli obblighi del gestore e a utilizzare fino in fondo tutti gli strumenti disponibili. La maggioranza oggi si è dimostrata compatta e continuerà a esserlo nella difesa degli interessi dei cittadini”.