E’ di oggi, 11 settembre la notizia diffusa da Aeroporti di Roma che per i prossimi due fine settimana il traffico aereo subirà dei cambiamenti dovuti a interventi di manutenzione sulla Pista 3, la 16L. Interventi che – si dice – sono solo l’inizio di un più ampio programma di manutenzione e riqualificazione delle infrastrutture aeroportuali. Aggiungendo che ciò comporterà un”impatto acustico sostanziale sui centri abitati”!
E, ciliegina sulla torta, si profitta per dire che con il Piano di sviluppo aeroportuale e con la nuova quarta pista questi problemi acustici non ci saranno più. I giornali poi ci mettono del proprio titolando con le parole dell’AD Marco Troncone che incita a fare presto:” è tempo di agire adesso”, bisogna guardare avanti” afferma per “garantire sovranità trasportistica… e non cedere i flussi alla concorrenza”. E qui casca un po’ l’asino perché fa l’esempio di Istanbul che, con solo 3 piste (cioè quelle che attualmente ha Fiumicino per 51 milioni di passeggeri) raggiunge i 100 milioni di passeggeri e vuole arrivare a 200 milioni!
A noi pare che, al di là delle piccole furberie che dovrebbero spaventare i cittadini con lo spauracchio del rumore, la questione sia un’altra e riguarda la Pista 3 e, ove mai venisse realizzata, anche la Pista 4.
Bisogna sapere che la pista 3, la 16L/34R, ha richiesto interventi ripetuti di manutenzione eseguiti con una frequenza notevole: nel 1999, nel 2007, nel 2009, nel 2015 e ora nel 2026. Già nel ’99 si trattava di correggere i sottofondi della pista, ma l’intervento più impegnativo è stato quello del 2015: 11 mesi per i lavori e una spesa di 72 milioni di euro per “ripristino della portanza strutturale e ripavimentazione della Pista.
Il fatto è che la Pista 3 è ripetutamente soggetta a fenomeni di subsidenza: cioè continua a sprofondare. L’elemento solido, infatti, si trova a 120 metri di profondità. L’eventuale quarta pista si troverebbe nelle medesime condizioni, anzi peggiori, perché verrebbe a trovarsi al centro dell’antico Lago o Stagno di Maccarese, che à stato prosciugato durante la Bonifica del 1884/89. La pista verrebbe a trovarsi sarebbe a ben 3 metri sotto il livello del mare. La questione nota perché fu oggetto fin dagli anni Sessanta del secolo scorso di una Inchiesta parlamentare che infatti sconsigliava di realizzare in questa zona l’aeroporto, definendola del tutto inadatta a sostenere il peso degli aeromobili in atterraggio.
Piccola nota aggiuntiva: nel 2015 per consentire all’aeroporto di funzionare durante i lavori venne usata la via parallela alla pista 3 denominata Delta, tant’è che fino ad allora Fiumicino era classificato come un aeroporto con 3 piste + 1. La Delta venne poi smantellata e riconvertita come via di rullaggio nel 2018, per poi venire cancellata del tutto successivamente. E ora a gran voce si chiede la quarta pista.
Comitato FuoriPISTA
