Furti, danneggiamenti e auto vandalizzate nei parcheggi di Parco Leonardo durante il weekend di Ferragosto. È il bilancio denunciato dal Comitato di Quartiere Parco Leonardo, che segnala numerosi episodi soprattutto nell’area compresa tra via Giulio Romano e la stazione ferroviaria.
Al ritorno, diversi cittadini hanno trovato i vetri delle proprie automobili sfondati, le vetture danneggiate o, in alcuni casi, parti delle auto smontate. Dai veicoli sarebbero stati portati via zaini, valigie, documenti ed effetti personali. A essere colpiti non soltanto i residenti, ma anche visitatori e turisti che avevano lasciato la macchina nei parcheggi per raggiungere il centro commerciale, il cinema o trascorrere qualche ora nella zona.

Una situazione che riaccende con forza il tema della sicurezza nel quartiere e che, secondo il presidente del Comitato di Quartiere Parco Leonardo, Erik Paciucci, non può più essere affrontata con interventi occasionali o con l’ennesimo tavolo istituzionale.

Mi rivolgo direttamente al sindaco Mario Baccini – dice Paciucci – affinché prenda personalmente in carico questa situazione e la porti fino a una soluzione concreta”.

Il presidente del Comitato riconosce che negli ultimi anni ci sono stati incontri e interlocuzioni tra Comune, Prefettura, Questura e forze dell’ordine. Ma proprio per questo, sostiene, oggi occorre verificare cosa sia stato realmente realizzato.
“Il punto non è convocare l’ennesimo tavolo – sottolinea – ma capire cosa sia stato realmente attuato, cosa sia ancora fermo e quali ulteriori interventi possano essere messi in campo. Servono responsabilità, tempi e risultati verificabili. Dopo anni di segnalazioni, incontri e impegni istituzionali, i cittadini non possono continuare a misurare la sicurezza contando i vetri sfondati il mattino dopo”.

Per Paciucci, quello che sta accadendo a Parco Leonardo non rappresenta un fenomeno imprevedibile. Il Comitato denuncia da tempo una serie di criticità che riguardano la stazione e diverse aree del quartiere: risse e bande giovanili, episodi con coltelli, furti e danneggiamenti alle auto, vandalismi, occupazioni abusive di immobili abbandonati, telecamere assenti o non funzionanti e controlli ritenuti insufficienti.

Quando fatti del genere – spiega Paciucci – si ripetono con questa frequenza, il problema non è più soltanto il singolo reato. Il problema è anche il vuoto di prevenzione e controllo che consente a determinate situazioni di ripetersi”.

Dal 2024 il Comitato, insieme ai residenti, ha presentato esposti e denunce, partecipato a incontri istituzionali e inviato segnalazioni e richieste formali a Comune, Prefettura e Questura.

Tra le iniziative portate avanti c’è anche una petizione che ha superato 2.700 firme, accompagnata da un documento di 23 pagine con segnalazioni, richieste e proposte.

Il Comitato ha chiesto il ripristino e l’installazione delle telecamere, maggiori pattugliamenti e presidi fissi o itineranti, il controllo di vicinato, forme di sicurezza sussidiaria partecipata, il progetto “Strade Sicure” e interventi strutturali sulle aree più critiche e sugli immobili abbandonati.

Abbiamo studiato dispositivi, – fa notare Paciucci – raccolto preventivi e avanzato proposte per le aree private e pubbliche. Molto, troppo, però è rimasto incompleto o sulla carta”.

Il presidente del Comitato richiama inoltre una decisione assunta dal Consiglio comunale nel 2024, quando furono approvati all’unanimità interventi sulla sicurezza di Parco Leonardo, dalla videosorveglianza ai pattugliamenti, fino all’ipotesi di un piano di sicurezza del quartiere come progetto pilota. A questi impegni si sono aggiunti successivamente ulteriori progetti e iniziative.

Le richieste sono tornate al centro dell’attenzione anche il 29 maggio 2026, con il corteo per la sicurezza di Parco Leonardo, alla presenza del sindaco Mario Baccini.

Oggi – ribadisce Paciucci– non abbiamo bisogno dell’ennesima spiegazione su quale sia il problema. Lo conosciamo e lo segnaliamo da anni. Abbiamo bisogno di sapere cosa verrà fatto, con quali tempi e con quali risultati verificabili”.

Il Comitato chiede quindi di evitare il rimpallo delle responsabilità tra livelli istituzionali. “Sappiamo perfettamente – precisa Paciucci – che il Comune non dispone da solo di tutti gli strumenti necessari per contrastare fenomeni criminali, ma amministrare significa anche utilizzare fino in fondo le proprie competenze, pretendere risposte dagli altri livelli istituzionali e continuare a farlo finché sul territorio non arrivano risultati concreti”.

A preoccupare, oltre ai danni economici, è soprattutto la crescente sensazione di insicurezza e di abbandono tra i residenti. Il Comitato lancia quindi un appello a intervenire prima che l’esasperazione possa trasformarsi in episodi ancora più gravi. Un allarme che, secondo Paciucci, le istituzioni devono cogliere.

Sul fronte delle iniziative, il Comitato annuncia che oggi, 18 agosto, sarà presentato un nuovo esposto ai Carabinieri sugli episodi avvenuti nei giorni scorsi, con il deposito anche del materiale fotografico e video raccolto. Nel frattempo il Comitato ribadisce infine la propria disponibilità a collaborare con cittadini, Amministrazione comunale, istituzioni e forze dell’ordine, mettendo a disposizione documenti, proposte e possibili soluzioni.

Non cerchiamo lo scontro – conclude Paciucci – e non ci interessa trovare un colpevole politico. Vogliamo contribuire a trovare soluzioni, ognuno nel rispetto del proprio ruolo e delle proprie competenze. Ma dopo anni di segnalazioni, petizioni, riunioni, documenti, cortei, delibere e impegni, la richiesta è netta: servono risultati concreti e percepibili sul territorio.

Parco Leonardo è una realtà nella quale vivono e lavorano migliaia di persone e che contribuisce in maniera importante alla vita economica della città. Per questo è legittimo chiedere servizi, attenzione, controllo del territorio e sicurezza adeguati. La sicurezza è un diritto dei cittadini e una responsabilità delle istituzioni. La criminalità non aspetta i tempi della politica e della burocrazia. E noi non vogliamo aspettare che succeda qualcosa di irreparabile per sentirci dire, il giorno dopo, che bisognava fare di più”.