“Da giorni Aeroporti di Roma e Comune di Fiumicino sbandierano il sondaggio realizzato da YouTrend sul progetto di sviluppo dell’aeroporto di Fiumicino come una chiara dimostrazione del consenso dei cittadini. Ma leggendo attentamente i dati emerge una realtà molto diversa”. È quanto dicono i Consiglieri comunali di opposizione.

“Il 46% degli intervistati – si legge nella nota dell’opposizione – dichiara infatti di non conoscere affatto il progetto, mentre un ulteriore 47% afferma di averne soltanto sentito parlare. Solo il 7% sostiene di conoscerlo bene. Significa che oltre il 90% degli intervistati non conoscono realmente i contenuti del progetto su cui sono stati chiamati ad esprimere un giudizio.

Di fronte a questi numeri è difficile sostenere che esista un consenso realmente informato. Come si può valutare con piena consapevolezza un progetto che avrà effetti rilevanti sul futuro del territorio, sull’ambiente, sulla mobilità e sulla qualità della vita se non se ne conoscono contenuti e conseguenze?

C’è inoltre un tema politico che non può essere ignorato. Aeroporti di Roma non si limita a presentare il proprio progetto, ma commissiona sondaggi che entrano direttamente nel dibattito pubblico e nelle dinamiche politiche del territorio, misurando orientamenti e consenso su una scelta che riguarda il futuro della nostra comunità.

C’è poi un altro aspetto che merita attenzione. ADR non si limita a promuovere il proprio progetto, ma contribuisce a costruire una narrazione fortemente orientata in suo favore. Lo dimostrano sia l’impostazione del sondaggio sia il modo in cui molti articoli hanno rilanciato quasi esclusivamente il dato del 73% dei favorevoli, senza soffermarsi adeguatamente sul fatto che soltanto il 7% degli intervistati dichiara di conoscere bene il piano.

Per questo il dato più importante del sondaggio non è il 73% di giudizi favorevoli che ADR e Comune di Fiumicino continuano a sbandierare. Il dato più importante è che soltanto il 7% degli intervistati dichiara di conoscere bene il progetto. Un numero che dovrebbe indurre tutti alla prudenza e alla trasparenza, non alla propaganda.

Prima di rivendicare il consenso dei cittadini, sarebbe opportuno garantire ai cittadini stessi informazioni complete, accessibili e dettagliate sugli impatti dell’intervento. Perché la partecipazione democratica si fonda sulla conoscenza dei fatti, non sugli slogan”.