“Continuano le criticità nel trasporto scolastico degli alunni con disabilità. Nonostante le richieste avanzate dai genitori, che ho sostenuto anche nell’ultima Commissione Trasporti, i problemi restano sostanzialmente irrisolti e le famiglie continuano a vivere una situazione di forte disagio”. A denunciarlo è Angelo Petrillo, consigliere comunale e capogruppo della Lista Civica Ezio Sindaco, che torna a chiedere interventi urgenti per garantire un servizio adeguato alle esigenze degli studenti.

“I mezzi – dice Petrillo – continuano ad arrivare in ritardo, la comunicazione tra azienda e genitori presenta ancora difficoltà, mancano i cartellini identificativi degli operatori e persino i fogli firma vengono forniti in maniera discontinua. A questo si aggiunge una questione particolarmente delicata: la documentazione per la consegna dei farmaci salvavita risulta ancora incompleta e non chiarisce adeguatamente le procedure e i protocolli per la loro eventuale somministrazione.

Ma l’aspetto più triste è che alcuni genitori stanno iniziando a rinunciare al servizio, scegliendo di accompagnare personalmente i propri figli a scuola. È una sconfitta per le istituzioni. Quando una famiglia perde fiducia in un servizio pubblico essenziale, significa che qualcosa di profondo non sta funzionando”.

Secondo il consigliere, le difficoltà attuali confermano le perplessità espresse fin dall’inizio sulla scelta organizzativa del servizio.

“Abbiamo sempre sostenuto – sottolinea Petrillo – che fosse un errore considerare il trasporto scolastico degli alunni con disabilità alla stregua del normale trasporto pubblico. Non si tratta semplicemente di accompagnare dei ragazzi da casa a scuola. Parliamo di un servizio che richiede competenze specifiche, continuità, sensibilità e una stretta connessione con le esigenze sociali degli studenti e delle famiglie. È prima di tutto un servizio alla persona, non una semplice questione di corse e orari.

Chiediamo all’Amministrazione comunale di dare finalmente seguito alle richieste dei genitori, affrontare le criticità ancora aperte e garantire un’organizzazione che metta realmente al centro i ragazzi, le famiglie e gli operatori. Non possiamo accettare che siano ancora una volta i genitori a dover trovare autonomamente soluzioni alle carenze del servizio pubblico”.