
Abbiamo inviato ieri una lettera ufficiale alla Fiumicino Waterfront per sollecitare la rimozione del muro in cemento posto sulla spiaggia presso il Vecchio Faro. L’opera, presentata come temporanea per esigenze di cantiere, non ha più alcuna giustificazione tecnica o di sicurezza, dato l’imminente termine dei lavori di manutenzione. “Il muro è una ferita identitaria a pochi metri dalla battigia”, dichiara il Comitato. “La barriera va rimossa subito per restituire ai cittadini la visuale e la piena fruibilità dell’area”.
L’episodio del Faro è però solo il simbolo di una gestione del territorio che esclude sistematicamente il dibattito pubblico. Destano forte preoccupazione le recenti dichiarazioni del Presidente dell’Autorità Portuale, Raffaele Latrofa, che da Miami ha annunciato possibili accordi con privati per un molo crocieristico nel Porto Commerciale di Fiumicino Nord, proprio dove sta nascendo la darsena pescherecci.
È inaccettabile che decisioni di tale portata vengano comunicate dall’estero senza alcun confronto locale e che la cittadinanza debba apprendere solo grazie al lavoro della libera stampa ciò che le istituzioni omettono di dire. Il Comitato chiarisce: pur favorevoli alla nuova darsena per la sicurezza degli operatori marittimi, confermiamo la netta contrarietà all’approdo dei giganti del mare sulla costa di Fiumicino.
Le ragioni, già alla base del ricorso al TAR contro il progetto di Isola Sacra, restano insuperabili. Danni ambientali: fondali insufficienti che richiederebbero dragaggi devastanti; Erosione: alterazione irreversibile della linea di costa; Inquinamento: emissioni atmosferiche e acustiche che si sommerebbero a quelle aeroportuali; Viabilità: impatto insostenibile del traffico crocieristico su un’area già destinata a forte espansione edilizia.
Davanti a questo scenario, il silenzio dell’Amministrazione Comunale appare come una resa passiva. Chiediamo al Presidente Latrofa di rivedere i piani di sviluppo, uscendo dall’opacità e ascoltando chi difende realmente il territorio e la portualità pubblica. Invitiamo la cittadinanza alla massima attenzione: il rischio è la trasformazione del litorale in un’unica, enorme piattaforma logistica. Il muro del Faro non è solo cemento, ma il simbolo di una barriera che si vuole frapporre tra i cittadini e il loro mare.
Associazione Comitato Tavoli del Porto
