Riceviamo e volentieri pubblichiamo: “In questi giorni è di grande attualità il problema di Passo Sentinella e dei suoi abitanti, che rischiano di dover abbandonare le loro abitazioni, in base ad uno sciagurato piano di riassetto territoriale a salvaguardia dell’abitato di Isola Sacra dal rischio idrogeologico. Persino l’attuale maggioranza ha disconosciuto il Piano, come piu’ volte affermato dallo stesso assessore all’edilizia Di Genesio Pagliuca che in diverse occasioni ha ricordato come il progetto sia stato concepito gia’ diversi anni fa. Se è pur vero che fino al 2013 a Fiumicino governava l’amministrazione Canapini, è altrettanto vero che nell’aprile del 2012, quando il Piano veniva ratificato e convalidato dalla Regione Lazio e dagli altri enti preposti, l’attuale sindaco Montino era gia’ stato vicepresidente della stessa Regione Lazio ed era capogruppo PD, e l’attuale assessore Caroccia era presente agli accordi . Questa vicenda è cominciata addirittura nel 1984 quando il sindaco Montino allora Presidente della Circoscrizione XIV aveva presentato una richiesta di passaggio di Area Demaniale da Stato a Comune di Roma al Ministero delle Finanze, e da allora è esondata solo la grande quantita’ di atti e parole spesi per dimostrare la bonta’ assoluta del progetto, visto che invece l’ultima esondazione del Tevere risale al 1936, oltretutto in condizioni morfologiche completamente diverse. Se il fiume dovesse arrivare ad esondare oggi nella zona di Fiumara Grande, significherebbe che una parte importante di Ostia e molte zone di Roma sarebbero gia’ state sommerse, ma questo è un elemento che si continua caparbiamente ed inspiegabilmente ad ignorare. E allora perché mai la questione dell’argine di Fiumara Grande riveste tanto interesse? Una struttura che voglia essere considerata una grande opera destinata a durare nel tempo, ha assolutamente bisogno di tenere conto dell’ambiente circostante e di integrarsi con la natura, perché altrimenti nascera’ gia’ morta, come l’ecomostro del porto della Concordia. Questo illuminato Piano di assetto idrogeologico invece, sembra tenere conto solo di logiche diverse, ben conosciute nei palazzi del potere ma del tutto estranee agli interessi dei cittadini e dell’ambiente. Esistono infatti soluzioni alternative per il contenimento del Tevere, basterebbe avere la volonta’ di attuarle, ma evidentemente, la realizzazione di centinaia (si dice 700) nuovi alloggi di edilizia popolare, e di tutte le strade, servizi, illuminazione che ne conseguira’, è una occasione troppo ghiotta per lasciarsela scappare. Solo per l’argine, prima ancora di iniziare i lavori, i costi sono gia’ lievitati da 2.200.000€ iniziali a quasi 3.000.000€.  Se invece si realizzasse un semplice argine di contenimento lungo il fiume, come venne prospettato in tempi non ancora sospetti, i margini di lucro diminuirebbero moltissimo. Ad un certo punto nel corso degli anni c’è stata la precisa intenzione di vincolare le licenze edilizie dei terreni di Isola Sacra alla messa in sicurezza dal rischio idrogeologico, e fin qui nulla di male, ma la vicenda ha assunto il colore della truffa quando i malcapitati proprietari dei terreni edificabili si sono ritrovati improvvisamente con le licenze bloccate fino alla realizzazione della cosiddetta strada argine. Cittadini che anno dopo anno hanno continuato a pagare diligentemente le tasse per i loro terreni, sempre considerati edificabili, e che si sono ritrovati dopo diversi anni ad avere esborsato decine di migliaia di Euro ingiustamente, senza poter posare un singolo mattone. Molti volevano costruire case per sé stessi e per i propri figli, o magari anche fare qualche piccolo investimento, e invece si sono ritrovati a dare fondo ai loro risparmi per pagare tasse la cui motivazione è inesistente. Recentemente si è cercato di lasciar intendere ai proprietari di questi terreni edificabili, che il loro riscatto debba passare necessariamente per la perdita della casa di altri cittadini, ma la nostra comunita’ fiumicinese non si è divisa e non si è lasciata strumentalizzare da chi conosce bene il metodo del “divide et impera”.  Percio’ se da un lato ci sono cittadini che rischiano di perdere le loro case, dall’altro ce ne sono altri che hanno gia’ pagato troppi soldi in cambio di niente.
L’Amministrazione Comunale dovrebbe capire che tutti i cittadini sono uguali, e che si deve trovare una soluzione che metta in sicurezza tutto il nostro territorio, senza sacrificare nessuno”.

 

(Fabiola Velli – portavoce m5s Fiumicino)