A Parco Leonardo torna alta la tensione sul fronte sicurezza. Tra il 28 e il 29 aprile, il Comitato di Quartiere ha preso posizione pubblicamente per raccontare, passo dopo passo, una situazione in rapido peggioramento e che, secondo i residenti, “non può più essere tollerata”.

Già nel primo intervento del 28 aprile, il quadro delineato è netto: “Quello che è accaduto è gravissimo”. Nel mirino ci sono alcune palazzine abbandonate tra via del Perugino e viale delle Arti, dove si sarebbero insediate persone senza fissa dimora, con occupazioni abusive. In particolare, gli stabili ai civici 73, 75 e 77 di via del Perugino – proprio di fronte a una scuola dell’infanzia – sarebbero diventati un punto di ritrovo stabile. “Una situazione che riguarda anche viale delle Arti”, sottolinea il Comitato, parlando di una criticità “nota e denunciata da tempo”.

È proprio la vicinanza con la scuola ad aver resp il quadro ancora più delicato. “Quando insegnanti e maestre hanno timore anche solo di portare i bambini fuori in giardino, significa che è stato superato ogni limite”, si legge nella nota del Comitato. E ancora: “Non si tratta più solo di disagio sociale o di assistenza, ma di soggetti che in alcuni casi si dimostrano pericolosi e arrivano a minacciare le persone”.

Il giorno successivo, 29 aprile, la situazione – secondo quanto ricostruito dal Comitato – conosce un’ulteriore escalation. Dopo un primo intervento delle forze dell’ordine, “i soggetti allontanati dallo stabile di via del Perugino si sono spostati nell’area ‘Piazze’, occupando un locale abbandonato, l’ex Adidas. Da lì, vengono descritti episodi gravi: lancio di oggetti e bottiglie, fino a una rete di materasso scagliata verso i passanti”.

Il Comitato sottolinea come si tratterebbe delle stesse persone già protagoniste delle tensioni del giorno precedente: “Si tratta degli stessi soggetti che ieri hanno minacciato delle maestre”. Gli interventi delle forze dell’ordine si sono ripetuti più volte nel corso della giornata, fino all’accompagnamento in Questura per l’identificazione.

In un simile scenario, è palpabile la frustrazione dei residenti, che parlano di una situazione tutt’altro che episodica: “Non è un caso isolato. È una situazione che si ripete da tempo, tra occupazioni abusive, auto sfondate o rubate, aggressioni e degrado diffuso”, dice il Comitato.
Da qui anche una precisazione del Comitato sul tema della solidarietà: “La tolleranza e l’inclusione ci sono sempre state per chi è in difficoltà e si comporta civilmente, ma essere in difficoltà non può diventare un lasciapassare per l’illegalità”.

Accanto alla denuncia, il Comitato ribadisce le azioni intraprese e le richieste alle istituzioni. Già il 28 aprile era stata annunciata la presentazione di un esposto alle forze dell’ordine, insieme agli amministratori di condominio, mentre il giorno successivo si torna a chiedere con forza un intervento strutturale: “Servono risposte concrete, nel rispetto della legge e del vivere civile”.

Tra le criticità evidenziate del Comitato: “pattugliamenti attivati quasi solo su segnalazione, assenza di presidi fissi e itineranti, sistemi di videosorveglianza insufficienti o non attivi, mancata messa in sicurezza degli immobili abbandonati”. Tutte misure, sottolinea il Comitato, “già discusse più volte, alcune approvate, ma rimaste senza attuazione”. L’appello è rivolto direttamente al Comune di Fiumicino: “È il momento di affrontare seriamente il tema della sicurezza. Su questo non esistono colori politici”. E ancora: “Qui ci sono famiglie, bambini, scuole che devono essere tutelati”.