Nel Consiglio comunale di oggi, venerdì 17 luglio, è andata in scena una pagina che lascia sgomenti. La maggioranza, in primis il Sindaco Baccini, ha bocciato la nostra mozione per intitolare uno spazio pubblico a Giacomo Matteotti, uno dei simboli più alti della libertà, della democrazia e del coraggio civile del nostro Paese, rifugiandosi dietro motivazioni deboli e pretestuose.
La nostra era una proposta volutamente essenziale, priva di qualsiasi connotazione ideologica o simbolica. Pensavamo potesse raccogliere il consenso di tutto il Consiglio comunale, perché ricordare Giacomo Matteotti dovrebbe rappresentare un patrimonio comune e non un terreno di divisione politica.
Giacomo Matteotti, storicamente, rappresenta uno degli esempi più eminenti di rettitudine, eroe della libertà di espressione ed individuale, contro ogni tipo di violenza. La bocciatura in aula assume un significato ancora più grave se si considera che, in passato, questa stessa maggioranza non ha avuto alcuna difficoltà a sostenere l’intitolazione di uno spazio a Sergio Ramelli. Due pesi e due misure che non possono essere ignorati.
Dire sì a Ramelli e dire no a Giacomo Matteotti significa compiere una scelta politica precisa. Una scelta incomprensibile, che allontana il Comune di Fiumicino dai valori democratici sui quali si fonda la nostra Repubblica. I nostri giovani hanno bisogno di esempi corretti e giusti come quello che ci ha lasciato Matteotti, definito dallo stesso Capo dello Stato, Sergio Mattarella, un combattente per le libertà democratiche, al di là di ogni ideologia partitica e politica.
Quando si rifiuta di dedicare uno spazio pubblico a una figura come Giacomo Matteotti non si respinge semplicemente una proposta dell’opposizione: si perde l’occasione di affermare, tutti insieme, che la memoria della democrazia appartiene all’intera comunità e non può essere subordinata a convenienze politiche.
L’Amministrazione, anche in questo caso, ha perso l’occasione per promuovere quegli elementi giusti di democrazia sociale e locale che possono veramente essere di esempio per chi verrà dopo di noi”.
Consiglieri di opposizione di Fiumicino.
