È morto Anco Marzio. Non soltanto un lupo, ma il volto stesso del ritorno stabile del grande predatore sul Litorale Romano.

 “Anco – si legge nella nota dell’ Oasi Lipu Castel di Guido –non era solo un lupo. Era un simbolo.  Dal 2022 è stato il maschio riproduttore del branco di Castel di Guido, diventando il lupo più longevo tra quelli monitorati negli ultimi anni sul Litorale Romano.

In quattro stagioni riproduttive (2022–2025) è stato padre di 4 cucciolate, contribuendo più di ogni altro individuo alla stabilizzazione della presenza del lupo nelle aree intorno a Roma. Anco entra di diritto nella storia dei lupi di Roma anche per un altro primato: è stato il primo lupo dotato di radiocollare nell’area romana.

Nell’ambito del progetto Life Wild Wolf, gli è stato applicato un collare GPS attivo per due anni (febbraio 2024 – gennaio 2026), permettendoci di raccogliere dati preziosi sui movimenti, l’uso dello spazio e le dinamiche territoriali in un contesto fortemente antropizzato.

Nei giorni scorsi Anco è stato rinvenuto morto. L’analisi della carcassa indica che la morte è avvenuta a seguito di uno scontro con altri lupi, in un’area periferica del territorio del suo branco. Una dinamica naturale, parte di quegli equilibri complessi che regolano la vita dei grandi carnivori.

È inevitabile affezionarsi ad animali che, come Anco, scrivono le storie che studiamo ogni giorno. Ma siamo anche consapevoli che la sua vicenda si è conclusa senza la mano dell’uomo, nel pieno delle dinamiche selvatiche che raccontiamo e difendiamo. Nelle prossime settimane intensificheremo il monitoraggio per comprendere quali saranno le nuove dinamiche della famiglia, ora orfana del suo individuo riproduttore.

La storia di Anco finisce qui. L’eredità che lascia sul territorio, invece, continua”.