Con l’emergenza sanitaria in corso, il numero dei decessi è in costante aumento. Questo ha contribuito a provocare notevoli problemi alla possibilità di tumulazione e inumazione di salme relative ai defunti residenti nel territorio comunale. Ad oggi gli spazi dedicati alle sepolture presso il cimitero monumentale di Fiumicino sono esauriti, così come sono diventati esigui, o pressoché inesistenti, quelli del cimitero di Palidoro. La situazione è migliore a Santa Ninfa, dove sono rimasti loculi al quarto e quinto livello, anche se qui ci sarà un prossimo ampiamento. Anche il cimitero di Maccarese, nonostante questo dipenda da Roma, non ha più posti disponibili, né a terra, né nei loculi. Quindi a parte Santa Ninfa, al momento le famiglie non hanno la possibilità di scegliere dove far riposare i propri defunti.

La pandemia non ha solo aumentato il numero dei decessi ma ha di fatto bloccato tutta una serie di operazioni che di solito permettono il recupero progressivo di spazi. Per esempio le esumazioni delle sepolture che, come prevede il Dpr 285/90,  devono essere fatte a scadenza di 10 anni. Ma con il Coronavirus tutte queste operazioni sono state di fatto sospese o rinviate. Solo al cimitero di Fiumicino tali termini sono scaduti per i sepolti a terra dall’anno  2010. L’Ufficio dei servizi cimiteriali ha affisso avvisi pubblici, sia nei cimiteri che sui portali istituzionali e altre piattaforme, per raggiungere nel migliore dei modi tutti i parenti più prossimi dei defunti inumati a terra chiedendo di presentarsi per avviare le procedure amministrative previste dalla normativa per l’esumazione e il trasferimento dei resti in altra sepoltura. Ma il termine scadeva entro il 23 aprile e con il Covid ancora in fase espansiva non è stato possibile concludere i procedimenti.

Stesso discorso per il cimitero di Palidoro dove i loculi, visto il regolamento di Polizia Cimiteriale, hanno una durata trentennale e sono scadute tutte le concessioni rilasciate dal 1984 al 1989. L’invito ai familiari a presentarsi non poteva nemmeno essere troppo perentorio, considerata la crisi economica non è facile chiedere ora il pagamento del rinnovo dei diritti di concessione. Ma anche volendo considerare la scadenza dei termini e procedere alla estumulazione dei resti mortali del defunto in cassette depositate nell’ossario comune, c’è un’altra difficoltà: la legge non permette queste operazioni da maggio a settembre.

Un altro problema è rappresentato dal fatto che nel cimitero di Fiumicino l’operazione di completa mineralizzazione delle salme avviene con difficoltà, quindi una volta aperte le bare non è possibile provvedere alla immediata raccolta dei resti in cassette ossario. Una situazione generale di emergenza che ha costretto il sindaco a emettere a fine aprile un’ordinanza con la quale è stato disposto che “Gli spazi liberati da esumazioni ordinarie decennali dovranno essere destinati esclusivamente ad accogliere le salme ‘non mineralizzate’ provenienti da estumulazioni d’ufficio per concessioni scadute”.

Dal 1° ottobre il quadro dovrebbe migliorare, nel momento in cui sarà possibile riprendere le esumazioni e estumulazioni si potrebbero liberare almeno un centinaio di posti. Nel frattempo resta solo Santa Ninfa dove, in attesa di trovare collocazioni negli altri cimiteri per eventuali ricongiungimenti dal 1° ottobre, si potrebbe optare per un loculo provvisorio. A meno che non si scelga la cremazione con la possibilità di inserire l’urna cineraria negli spazi disponibili occupati da altri familiari.