Fare impresa in Italia: consigli pratici per aprire una attività

Un fattore tristemente noto diventato ormai un marchio di fabbrica del nostro paese, dove da sempre non è assolutamente facile dare vita ad una attività imprenditoriale. Chi lo fa è costretto a lottare ogni giorno contro una serie di ostacoli che portano via tempo ed energie, oltre a dover affrontare livelli di tassazione spesso più elevati di quelli in vigore in altri Paesi.
Coloro i quali si imbarcano nell’impresa devono avere ben chiaro, in fase di partenza, tutto il relativo quadro degli oneri e delle impellenze: facciamo una panoramica con il supporto di quanto riportato nelle varie guide presenti su Portaleimpresa24.it.

La peculiarità del nostro Paese: la piccola impresa

L’Italia rappresenta un caso molto particolare proprio per la singolarità del suo tessuto economico basato sulla piccola impresa. Per capire meglio il dato occorre fare riferimento al rapporto “Noi, Italia”, recentemente pubblicato dall’Istat, dal quale si apprende che alla fine del 2016 nel nostro Paese esistevano 72,4 imprese ogni mille abitanti.
Un dato peraltro in aumento e tale da collocare l’Italia al quinto posto in Europa per numero di aziende. Ognuna di queste imprese occupa in media meno di 4 addetti, contro i circa 6 che distinguono la media continentale.

L’importanza del business plan

Una cosa molto importante, per chi decide di abbracciare l’attività imprenditoriale, è avere obiettivi ben precisi e conoscere il settore in cui si vuole andare ad operare. In particolare occorre individuare i propri punti deboli e quali possano essere i fattori di differenziazione in grado di aiutare la propria realtà ad imporsi in un mercato sempre più complicato.
Per riuscire è necessario dare vita ad un’analisi di mercato, tesa a capire quale possa essere la migliore strategia per favorire la propria affermazione e quale possa essere quella di comunicazione più idonea. Non può poi mancare un’analisi della concorrenza per capire se la nicchia di mercato scelta sia ancora in grado di offrire opportunità o se sia meglio, invece, deviare dal proposito originario.
Il documento in cui vanno a rientrare tutte queste considerazioni si chiama business plan, o piano d’impresa. Esso va in pratica a descrivere in maniera dettagliata il progetto imprenditoriale così da esporre una valutazione oggettiva della fattibilità del progetto di impresa e tracciare le linee guida che dovranno caratterizzare la gestione aziendale.
Un documento che non servirà esclusivamente per scopi interni, ma anche nei rapporti con le banche o altri enti, magari pubblici, ove si abbia intenzione di chiedere finanziamenti per assicurare la necessaria liquidità all’impresa.

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