Il Covid-19 ha colpito duramente anche le aziende che senza seri provvedimenti rischiano di non avere la forza di ripartire. Ecco una sintesi delle principali misure finanziarie per le piccole e medie imprese

di Ferdinando Cozzolino – dottore commercialista in Napoli, Roma e Fiumicino

Lo tsunami che ha colpito il pianeta e sta devastando l’Italia, oltre a fare morti e feriti tra i civili, tra i sanitari e tutti coloro che sono in prima fila a combattere l’epidemia, sta colpendo in misura altrettanto feroce e crudele le imprese. Al termine di questa dura battaglia sul campo rimarranno tante aziende che, in assenza di robusti e seri provvedimenti, non avranno più la forza di ripartire.

Finora, purtroppo, abbiamo assistito all’emanazione continua, e talvolta scoordinata, di provvedimenti tampone, incompleti e spesso poco chiari, che sovente si scontrano con la decretazione concorrenziale e d’urgenza delle Regioni. E ciò dovrebbe far riflettere seriamente sulla portata delle riforme federaliste degli ultimi anni che, con la modifica del titolo V° della Costituzione, hanno stravolto l’organizzazione dello stato, così come l’avevano ideata i nostri Padri Costituenti.

Limitandoci all’esame economico delle misure la sensazione è che, come successo per l’intervento sanitario, e cioè “correre appresso ai numeri” per introdurre man mano misure più coercitive, si stia facendo altrettanto con quelle economiche.

Con il D.L. 22/03/2020 n. 18, cosiddetto “Cura Italia”, norma corposa, composta da ben 127 articoli, sono stati previsti, tra gli altri, una serie di provvedimenti a favore delle imprese. Successivamente con il D.L. 08/04/2020 n. 23, “Decreto Liquidità”, si è intervenuti apportando alcune modifiche e delineando meglio l’intervento finanziario a favore delle imprese.

Esaminiamo velocemente le principali misure assistenziali e finanziarie.

LE MISURE ASSISTENZIALI

LA CASSA INTEGRAZIONE

LA CIGO

Le aziende che hanno sospeso o ridotto l’attività lavorativa possono accedere alla Cassa Integrazione Ordinaria con una procedura semplificata (non è richiesta alcuna motivazione). La misura è riservata alle aziende appartenenti ai settori di cui all’art. 10 del D. Lgs. 148/2015 (l’elenco, è abbastanza corposo). La data di riferimento decorre dal 23/02 al 31/08 ed ha una durata massima di 9 settimane.

LE AZIENDE IN CIGS

Le aziende che hanno già presentato un’altra domanda o hanno in corso un’altra autorizzazione con diversa causale potranno richiedere l’integrazione salariale. Mentre quelle che hanno in corso una procedura di Cassa Integrazione Straordinaria possono sospenderla per passare a quella Ordinaria.

TRATTAMENTO DI ASSEGNO ORDINARIO

Le aziende che hanno in corso un assegno di solidarietà lo sospendono sostituendolo con un assegno di integrazione salariale.

CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA

In via eccezionale, per tutti gli altri datori di lavoro cui non spetta la tutela della cassa integrazione ordinaria (esclusi i lavoratori domestici), è prevista la possibilità di fruire, per i dipendenti in forza al 23/02 e per 9 settimane, della Cassa Integrazione in Deroga GIGS. Tale procedura, anch’essa semplificata, passa attraverso le Regioni o provincie autonome ma, per le aziende con più di 5 dipendenti, richiede un previo accordo con i sindacati.

IL BONUS 600 EURO

E’ stato istituito un fondo di circa 3 miliardi di euro per finanziare un’indennità da 600 euro, a favore degli operatori dei settori che hanno subito maggiori danni economici.

L’indennità costituisce un bonus una tantum e riguarderà per ora solo il mese di marzo, anche se molto probabilmente la misura sarà riproposta ad aprile. Il bonus non concorrerà alla formazione del reddito imponibile e non è cumulabile con il reddito di cittadinanza.

CHI PUO’ RICHIEDERE IL BONUS?

Il bonus 600 euro può essere richiesto da:

  1. Liberi professionisti con partita IVA (attiva al 23/2) iscritti alla Gestione Separata INPS;
  2. Lavoratori con rapporti di co.co.co. (attivi al 23/2) iscritti alla Gestione Separata INPS;
  3. Lavoratori autonomi iscritti alle gestioni artigiani e commercianti, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie;
  4. Dipendenti stagionali del turismo e degli stabilimenti termali che hanno perso il lavoro nel periodo compreso tra l’1/1/ 2019 e la data di entrata in vigore del decreto, non titolari di pensione o di altro rapporto di lavoro dipendente;
  5. Lavoratori del settore agricolo a tempo determinato, non titolari di pensione, che nel 2019 abbiano avuto almeno 50 giornate effettive di lavoro agricolo;
  6. Lavoratori dello spettacolo o che siano iscritti al Fondo pensioni dello spettacolo con almeno 30 contributi giornalieri versati nel 2019 al medesimo Fondo, un reddito non superiore a 50.000 euro e non titolari di pensione o di altro rapporto di lavoro.

CHI E’ ESCLUSO?

Sono esclusi i liberi professionisti iscritti alle casse di previdenza, che non hanno redditi da pensione o lavoro dipendente, per i quali è stato previsto un intervento diretto delle Casse di Previdenza, che attribuiranno il bonus differenziandolo per reddito.

COME SI FA LA RICHIESTA?

L’istanza dovrà essere presentata all’INPS esclusivamente on line. Ma per farlo occorre o rivolgersi ad un patronato o dotarsi del PIN.

E’ sotto gli occhi di tutti il modo disastroso con cui l’Istituto Previdenziale ha gestito l’emergenza: il sito è stato irraggiungibile per diversi giorni, e ci si è giustificato tirando in ballo presunti attacchi di haker; è stata annunciata l’estensione della possibilità di presentazione della richiesta anche ad altri soggetti, per poi rimangiarsi la parola; misteriosi messaggi di incongruità dei dati alla richiesta di PIN con blocco di fatto del rilascio…

L’INPS, una volta ricevuta la richiesta, verificherà i requisiti di chi ha presentato la domanda e versare successivamente l’indennità sull’Iban segnalato o tramite emissione di titolo da riscuotere presso le Poste.

LE MISURE FINANZIARIE

LA MORATORIA SULLE ESPOSIZIONI BANCARIE

Fino al 30 settembre non potranno essere revocate alle imprese in bonis (che non hanno contenziosi con le banche o richieste di rientro dagli affidamenti) le esposizioni in corso (apertura di crediti, affidamenti, anticipi fatture, factoring…) ed i prestiti non rateali.

Sono, inoltre, sospesi fino alla stessa data il rimborso di mutui, finanziamenti e canoni di leasing.

Per fruire della moratoria le imprese dovranno presentare alle banche apposita istanza con autocertificazione di aver subito carenza di liquidità per effetto dell’epidemia da COVID-19.

E’ inoltre stato chiarito che anche i titolari d’impresa (artigiani e commercianti) e professionisti potranno accedere al Fondo Gasparrini per richiedere la sospensione di 18 mesi del mutuo prima casa.

Con il Decreto Liquidità è stata rivista la parte relativa agli interventi per favorire l’incremento della liquidità nelle aziende, affiancando al Fondo di Garanzia anche la SACE SpA.

LA SACE SPA

E’ una società di proprietà di Cassa Depositi e Prestiti che normalmente svolge l’attività di fornire garanzie alle società italiane che si internazionalizzano. Con il Decreto Liquidità è stata chiamata a fornire garanzie anche a favore delle imprese interne nel ricorso alla liquidità.

Possono beneficiare delle garanzie SACE le imprese di qualsiasi dimensione ovvero lavoratori autonomi e professionisti che hanno utilizzati appieno il plafond massimo disponibile per ottenere coperture da parte del Fondo di garanzia PMI (art.1 D.L. 23/2020).

Le imprese beneficiare della garanzia sono tenute a:

  • non approvare dividendi o il riacquisto di azioni nel corso del 2020;
  • gestire i livelli occupazionali attraverso accordi sindacali;
  • destinare il finanziamento alla copertura di costi del personale, investimenti o capitale circolante impiegati in stabilimenti produttivi localizzati in Italia, come documentato e attestato dal rappresentante legale dell’impresa beneficiaria.

LE CONDIZIONI DA RISPETTARE

Le garanzie sono rilasciate entro il 31 dicembre 2020 nel rispetto delle seguenti condizioni:

  1. i nuovi finanziamenti potranno avere durata massima di 6 anni, con possibile preammortamento (fase in cui si pagano solo gli interessi) di durata fino a 24 mesi;
  2. alla data del 31 dicembre 2019, l’impresa richiedente il prestito non deve rientrate tra quelle considerate in “difficolta” secondo il Regolamento UE 651/2014 e, alla data del 29 febbraio 2020 non deve essere presente tra le esposizioni deteriorate presso della banca, come definite dalla normativa europea.

La garanzia fornita da SACE è individuata come da tabella in basso e opera in relazione a capitale, interessi ed oneri accessori fino all’importo massimo garantito.

Garanzia SACE sul finanziamento Imprese interessate
90% Imprese fino a 5.000 dipendenti in Italia e fatturato fino a 1,5 miliardi di euro
80% Imprese con più di 5.000 dipendenti in Italia e fatturato tra 1,5 e 5 miliardi di euro
70% Imprese con fatturato superiore a 5 miliardi di euro

COME SI CALCOLA IL FINANZIAMENTO?

L’importo dei finanziamenti non può superare il maggiore tra:

  • il 25% del fatturato 2019 risultante dal bilancio o dalla dichiarazione Iva;
  • il doppio dei costi del personale dell’impresa relativi al 2019, come risultanti dal bilancio ovvero da altri dati certificati se l’impresa non ha approvato il bilancio.

QUALI COMMISSIONI SPETTANO ALLA SACE?

L’erogazione dei prestiti nonché il rilascio della garanzia comporta la maturazione di commissioni annuali sull’importo garantito:

Soggetti interessati
PMI 1° anno 0,25%
2° e 3° anno 0,50%
Dal 4° al 6° anno 1%
DIVERSI DALLE PMI 1° anno 0,50%
2° e 3° anno 1%
Dal 4° al 6° anno 2%

Le commissioni dovranno essere limitate, però, solo al recupero dei costi e il costo dei finanziamenti coperti dalla garanzia deve essere inferiore al costo che sarebbe stato richiesto dalle banche per operazioni similari senza garanzia SACE.

QUALE PROCEDURA SEGUIRE

La procedura da seguire ai fini della richiesta dei finanziamenti garantiti da SACE è differenziata a seconda delle dimensioni aziendali.

Imprese di minori dimensioni

Sono le aziende con meno di 5.000 dipendenti e con un fatturato inferiore a 1,5 miliardi di €, per le quali è prevista una procedura semplificata:

  • richiesta del finanziamento garantito da SACE tramite il proprio istituto di credito;
  • eventuale parere positivo (delibera di erogazione) dell’istituto e successiva trasmissione dello stesso alla SACE per l’istruttoria e l’emissione del codice identificativo del finanziamento e della garanzia, una volta verificato l’esito positivo del processo deliberativo dell’istituto di credito.
  • rilascio dell’importo richiesto con il finanziamento.

Imprese di maggiori dimensioni

E’ previsto intervento del MEF (Ministero Economia e Finanze) che deve rilasciare apposita decisione che, sulla base di un’istruttoria di SACE, può anche elevare l’intervento di garanzia fino al limite massimo del 90% dietro l’assunzione di specifici impegni e condizioni in relazioni ad aree strategiche di particolare interesse pubblico (ad esempio il contributo allo sviluppo tecnologico; appartenenza alla rete logistica e dei rifornimenti; incidenza su infrastrutture critiche e strategiche; impatto sui livelli occupazionali e mercato del lavoro; peso specifico nell’ambito di una filiera produttiva strategica).

Comunque l’operatività delle misure di finanziamento garantito è subordinato all’autorizzazione dell’U.E. ai sensi dell’art.108 del TFUE.

IL FONDO DI GARANZIA

Il Fondo di Garanzia è un fondo finanziato dallo Stato e dall’U.E. che aiuta le imprese che non dispongo di necessarie garanzie ad accedere al credito bancario. La garanzia del Fondo è una agevolazione concessa dal MI.SE. (Ministero dello Sviluppo Economico) a fronte di finanziamenti rilasciati da banche, società di leasing e altri intermediari finanziari a imprese e professionisti. Per accedere al Fondo, l’impresa non può inoltrare la domanda direttamente al MI.SE., ma sarà la banca a cui richiede il finanziamento a preoccuparsi che, contestualmente, sul finanziamento, sia acquisita la garanzia del Fondo. L’impresa si può anche rivolgere a un Confidi, che garantirà l’operazione in prima istanza per poi richiedere la controgaranzia al Fondo. Tutte le banche sono abilitate a presentare le domande mentre il Confidi deve essere accreditato.

LA GARANZIA DEL FONDO

Già nel Decreto “Cura Italia” era stato deciso di utilizzare il Fondo di Garanzia per consentire alle PMI di accedere più semplicemente al credito bancario.

Con il “Decreto Liquidità” è stato deciso di trasformare il Fondo di Garanzia per le Pmi in uno strumento capace di garantire fino a 100 miliardi di euro di liquidità, potenziandone la dotazione finanziaria, utilizzarlo per le imprese fino a 499 dipendenti, ed estendendolo anche ai professionisti la cui attività è stata drasticamente ridotta a causa dell’emergenza sanitaria.

“Utilizzando il Fondo di garanzia per le PMI, e mediante procedure standardizzate, l’Unione europea e lo Stato italiano affiancano le imprese che hanno difficoltà ad accedere al credito bancario. La garanzia pubblica, in pratica, sostituisce le costose garanzie normalmente necessarie a ottenere un finanziamento. Al contempo l’abolizione della fase istruttoria, per le imprese medio piccole, consentirà di ridurre notevolmente i tempi intercorrenti tra la richiesta e l’effettiva erogazione delle somme” (fonte Ministero Sviluppo Economico)

Tutto ciò, nelle intenzioni del legislatore, al fine di superare la paralisi economica derivante dall’epidemia da COVID-19 e utilizzare uno strumento capace di mettere in moto velocemente la ripartita delle imprese e, quindi, dell’intero sistema economico nazionale e internazionale.

Queste misure straordinarie, inoltre, si applicheranno fino al 31 dicembre 2020.

Alle PMI con sede in Italia la garanzia del Fondo, per 9 mesi è:

  1. concessa gratuitamente;
  2. l’importo massimo garantito è elevato da 2,5 a 5 milioni di euro ed è riservata alle aziende fino a 499 dipendenti;
  3. la percentuale di copertura per la garanzia diretta è del 90% previa autorizzazione UE e il finanziamento richiesto non può superare:
  4. il doppio del costo salariale 2019;
  5. il 25% del fatturato del 2019;
  6. il fabbisogno di capitale di esercizio e costi di investimenti dei successivi 18 mesi o 12 mesi per le imprese fino a 499 dipendenti, come da attestazione del rappresentante legale dell’impresa.
  7. La percentuale di copertura della garanzia può arrivare al 100% se la garanzia è accompagnata da un Confidi, sempre previa autorizzazione UE.

E’, inoltre, sospesa la commissione per il mancato perfezionamento delle operazioni finanziarie (a carico dei soggetti finanziatori richiedenti).

LE DIVERSE TIPOLOGIE DI FINANZIAMENTO

PRESTITI FINO A 25.000 EURO – EROGAZIONE SENZA VALUTAZIONE DI MERITO

Accesso immediato al credito con erogazione di prestiti fino a 25 mila euro senza che le banche debbano effettuare alcuna valutazione di merito, così da ridurre al minimo i tempi per l’erogazione. Quindi, con queste disposizioni avente carattere straordinario, le imprese che chiederanno importi fino a 25 mila euro non dovranno rispondere ai requisiti che fino ad ora erano richiesti durante la fase istruttoria per avere accesso al credito, con una garanzia gratuita, data dallo Stato, pari al 100%.

PRESTITI OLTRE I 25.000 EURO E FINO A 800.000 EURO

L’ulteriore scaglione di accesso al credito per soggetti che richiedono oltre 25 mila euro e fino a 800 mila euro la garanzia pubblica prevista è sempre del 100 %, ma sarà necessario attendere la valutazione del merito del credito.

PRESTITI OLRE 800.000 EURO E FINO A 5 MLN DI EURO

L’accesso al credito è previsto anche per somme più alte fino a prevedere a 5 milioni ma in questi casi la procedura è più complessa, anche se resterà la garanzia dello Stato per il 90 %. In particolare, il “Decreto Liquidità” prevede che “l’importo massimo garantito per singola impresa è elevato, nel rispetto della disciplina dell’Unione europea, a 5 milioni di euro.

Riepilogo:

Liquidità richiesta Garanzia Valutazione del credito
da A %
€ 25.000 100 Nessuna valutazione merito
€ 25.000 € 800.000 100 Preliminare valutazione merito
€ 800.000 € 5.000.000 90 Preliminare valutazione merito

Possono, inoltre, richiedere il credito anche le imprese che, dopo il 31 dicembre 2019, sono state ammesse al concordato con continuità aziendale, quelle che hanno siglato accordi di ristrutturazione e anche le imprese che hanno presentato un piano attestato (articoli 186-bis, 182-bis e 167, R.D. n. 267/1942).

Attenzione!

Restano, in ogni caso, escluse le imprese che presentano esposizioni classificate come “sofferenze” ai sensi della disciplina bancaria.

CRITICITA’

Alcuni aspetti vanno sottolineati in quanto rappresentano delle criticità di cui occorrerà tener conto.

Innanzitutto va chiarito che fino a 25.000 euro non significa che chiunque potrà ottenere un finanziamento da 25.000 euro: una piccola impresa senza dipendenti con fatturato 2019 pari a 50.000 euro potrà chiedere al massimo 12.500 euro.

Quindi i 25.000 euro rappresentano il limite massimo raggiungibile per l’accesso al credito in modalità “semplificata”. Cosa possibile solo se il fatturato 2019 è stato almeno pari a 100.000 euro. Diversamente la liquidità a cui si potrà accedere sarà minore.

Per i prestiti fino a 25.000 € il tasso di interesse è agevolato ed è previsto in un range oscillante tra 1,2% e il 2% (Rendistato con spread dello 0,2%).

Per le richieste superiori a 25.000 euro e fino a 800.000 euro le banche dovranno procedere ad un’istruttoria di merito. Pertanto -anche in presenza di garanzia al 100% da parte dello stato- si è lasciati alla discrezionalità dell’Istituto Bancario la decisione finale circa la capacità o meno di ottenere la liquidità richiesta.

Per le richieste superiori a 800.000 euro e fino a 5.000.000 di euro, la garanzia pubblica scende al 90%. Motivo per cui è da ritenere che l’istruttoria sarà ancora più approfondita.

Molto presumibilmente le banche, in tutti i casi in cui dovranno effettuare la valutazione preliminare del merito, richiederanno agli imprenditori i bilanci depositati al 31/12/2019 oppure la dichiarazione dei redditi presentati.

Entrambe le cose ad oggi sono impossibili. Infatti nessuna società di capitali, salvo aziende molto strutturate e con uffici contabili interni, è in grado ad oggi di avere una situazione contabile definitiva al 31/12/2019, ed infatti i termini per il deposito dei bilanci sono stati prorogati. Mentre per le aziende di minori dimensioni, non soggette a bilancio, (società di persona e ditte individuali) comunque non è possibile provvedere alla trasmissione delle dichiarazioni non essendo ancora stati prodotti i software necessari.

Il 13 aprile la Commissione Europea ed il MI.SE. ha rilasciato i modelli per inoltrare le richieste dei finanziamenti entro i 25.000 alle banche o al Confidi di riferimento.

ALTRE AGEVOLAZIONI FINANZIARIE

  • Finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto per le imprese produttrici di dispositivi medici e di protezione individuale, venduti ai valori di mercato correnti al 31/12/2019, forniti in via prioritaria ai medici e agli operatori sanitari e sociosanitari. Stanziamento previsto: 50 milioni di euro. Tempi di attuazione previsti: 5 giorni dall’entrata in vigore del decreto;
  • Supporto di Cassa Depositi e Prestiti per la liquidità non solo delle PMI, ma anche MID-Cap (imprese con un numero di dipendenti inferiore a 3 mila unità) (art. 57 del Decreto). Attualmente si è in attesa di Decreto Ministeriale attuativo;
  • Per i finanziamenti concessi da Simest, può essere richiesta una sospensione sino a 12 mesi, con conseguente traslazione del piano di ammortamento per un periodo corrispondente;
  • Viene istituito con una dotazione iniziale di 150 milioni di euro il “Fondo per la promozione integrata” che prevede, tra i vari interventi, un contributo a fondo perduto sino al 50% delle spese ammissibili per sostenere l’internazionalizzazione delle imprese in Paesi fuori dall’UE.

LE MISURE AGEVOLATIVE REGIONALI

Anche la Regione Lazio con la deliberazione di Giunta n. 142 del 02/04/2020 ha attivato alcune misure a favore delle imprese per aiutarle a fronteggiare l’emergenza COVID-19.

In  particolare, nell’ambito del Fondo di FONDI FARE LAZIO gestito da Lazio Innova SPA è stata aperta una nuova sezione del Fondo Rotativo Piccolo Credito affidato in gestione a Artigiancassa e Medio Credito Centrale, e destinata ad erogare prestiti per liquidità immediata alle imprese danneggiate.

Le principali misure sono due:

  • Un finanziamento immediato da 10.000,00 euro a tasso zero da restituire in 5 anni
  • La possibilità di erogare finanziamenti di più ampia portata tramite il ricorso alla BEI a tasso molto agevolato e con procedure semplificate.

Le condizioni di accesso alla prima e più immediata agevolazione sono:

  • Aziende con massino 9 dipendenti;
  • Esposizione bancaria al 31/12/2019 massimo di 100.000 euro;
  • Dimostrata capacità di rimborso valutata al 31/12/2019;
  • Regolarità contributiva;
  • Presenza di autocertificazione di aver subito danni dall’emergenza COVID-19 e di avere il fabbisogno di liquidità.

La presentazione delle domande decorre dal 20 aprile.

LE MISURE AGEVOLATIVE COMUNALI

Il comune di Fiumicino è intervenuto sulle scadenze delle entrate tributarie e non tributarie sospendendole fino al 31/5 (fatto salvo che per i riversamenti dell’Imposta di Soggiorno).

Sarebbe allo studio, comunque, da parte del Governo una misura generale di sospensione dei tributi locali fino al 30/11.

Secondo uno studio del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti l’attuale situazione di chiusura generalizzata comporta, dal lato della produzione un crollo del PIL nell’ordine del 60-70% nel periodo di blocco, tenuto conto che anche molte delle attività economiche consentite sono comunque penalizzate in modo fortissimo, sul lato dei consumi e della domanda. Questi numeri equivalgono a una potenziale riduzione del PIL tra 85 e 100 miliardi per ogni mese di durata del “lockdown” nell’assetto attuale.

Secondo il Presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti Massimo Miani “è del tutto evidente che servono provvedimenti che partano dalla consapevolezza di questi numeri e che siano connotati da un coraggio e una capacità di visione di quello che sarà lo scenario economico nei 12-18 mesi di convalescenza dell’economia, una volta terminata la fase più acuta della crisi sanitaria”. “Il punto non è dunque varare uno, due o tre decreti da 25 miliardi, ma mettere in campo una strategia che metta al centro anzitutto il tema della liquidità con cui assicurare i consumi essenziali delle famiglie e la filiera dei pagamenti tra gli operatori economici fino a quando l’apparato produttivo riparte e in parte, si reinventa. Le recenti riflessioni di Mario Draghi sul Financial Times mostrano questa consapevolezza”.

Ferdinando Cozzolino – dottore commercialista in Napoli, Roma e Fiumicino
Cozzolino & Rogo Commercialisti Associati, Fiumicino, via Torre Clementina 48,
tel. 06-98353635, www.cozzolinorogo.it.