Sulla Imposta Regionale Emissioni Sonore Aeromobili (IRESA), Sinistra Ecologia e Libertà presenterà, tramite il suo gruppo consigliare comunale, una mozione. Questa per chiedere alla Regione Lazio di destinare tutti i fondi per il sistema di monitoraggio acustico, di predisporre piani per il disinquinamento ed eventualmente indennizzare anche la popolazione che vive nei dintorni dell’aeroporto. “I cittadini del nostro comune interessati al provvedimento sono quelli che risiedono a Focene, Fiumicino, Isola Sacra, Fregene e Maccarese, purché abitino all’interno dei “coni di volo”, cioè nelle zona A e B – fa notare il coordinatore Seldi Fiumicino Domenico Di Marco –  Chiederemo anche che sia avviata fra tutta la popolazione del Comune di Fiumicino una seria e approfondita indagine epidemiologica per testare il grado di salute della comunità. Nel contempo vogliamo sollecitare anche l’avvio anche dei progetti SamBA e SERA come avvenuto per il Comune di  Ciampino. Data l’importanza del problema auspichiamo che la stessa mozione sia sostenuta da tutti i Consiglieri Comunali. L’IRESA è determinata sulla base delle emissioni sonore degli aeromobili e attivata nel lontano anno 2000 (legge n.342/2000) e solo ora, dopo ben 15 anni e a seguito di un lungo travaglio giuridico-amministrativo diventerà operativa. Una prima legge regionale aveva preventivato un incasso di 55milioni all’anno ma solo il 10% sarebbe stato impegnato per risolvere i problemi dell’inquinamento provocato dalle attività aeroportuali. Successivamente il Governo nazionale, su pressione dei soliti noti, ha pensato bene di inserire nel decreto “Destinazione Italia” la norma che l’imposta IRESA non poteva essere superiore allo 0,50 a tonnellata anziché dei 2,00 euro circa previsti dalla legge regionale.  Questa decisione del Governo, fa si che gli introiti annuali saranno di circa 14milioni, la quota per i comuni passerebbe dai 5,5 milioni a 1,4 milioni. Su tale atto la Giunta regionale ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale.ma con una sentenza la Corte ha dichiarato inammissibile la richiesta della Regione motivando la sua scelta con il seguente dispositivo “… al fine di evitare effetti distorsivi della concorrenza tra gli scali aeroportuali e di promuovere l’attrattiva del sistema aeroportuale italiano,  anche in riferimento agli eventi legati all’Expo”. Ci si pone il problema dell’aumento di due euro a tonnellata mentre si tace riguardo all’aumento delle tasse di imbarco a favore di Aeroporti di Roma per pagare con soldi pubblici gli interventi dentro l’aeroporto e finanziare lo scempio del territorio con il raddoppio aeroportuale, sentenziando così di fatto che il cemento vale di più della salute della gente”.