Abbiamo abbandonato l’aula dell’ultima seduta di Consiglio Comunale. Una scelta sofferta ma necessaria, dettata da una doppia motivazione: il degrado del confronto democratico e l’assoluta inconsistenza tecnica dell’atto presentato all’aula.

Assistere a una serie di offese personali e attacchi scomposti provenienti da un membro della Giunta, senza essere stigmatizzato da qualcuno, rende impossibile ogni forma di dibattito civile. Quando il confronto politico viene sostituito dall’insulto, si rompe il clima di rispetto istituzionale che è alla base della nostra democrazia. Non siamo disposti a fare da spettatori o da complici a una deriva che offende la dignità di questa assise e dei cittadini che rappresentiamo.

Oltre al metodo inaccettabile, c’è un merito inesistente. La delibera portata in aula è una mera “operazione simpatia” che non cambia nulla per il futuro ferroviario di Fiumicino. Non esiste uno straccio di atto formale o di cronoprogramma da parte di Rete Ferroviaria Italiana. Non sono state stanziate risorse reali, né esiste uno stato di progettazione avanzato. L’atto non prevede minimamente le previsioni dell’utilizzo delle aree circostanti, dei parcheggi o della viabilità accessoria. È un progetto monco, privo di visione urbanistica. Come ammesso dalla stessa Aeroporti di Roma, tutto è subordinato a modifiche del Contratto di Programma che oggi non ci sono. Senza quelle firme e quelle coperture, stiamo parlando di annunci elettorali senza portafoglio. Vogliamo il treno davvero, non promesse senza una pezza d’appoggio”.

I Consiglieri comunali di opposizione