Questa mattina è stato eseguito con l’intervento della forza pubblica lo sfratto di M. B., cittadino di Fiumicino da tempo inserito in un percorso di assistenza alloggiativa. Uno sfratto avvenuto in piena emergenza climatica, con temperature che oggi sfiorano i 30 gradi, in un contesto in cui lasciare una persona senza una casa significa esporla a condizioni di grave vulnerabilità sociale e sanitaria.

Ancora più grave è il fatto che lo sfratto sia stato eseguito senza che fosse stata predisposta alcuna soluzione abitativa alternativa. Come Unione Inquilini siamo stati costretti ad intervenire immediatamente presso gli uffici comunali dei Servizi Sociali per pretendere la presa in carico di M. e impedire che venisse lasciato in strada.

Grazie alla nostra iniziativa, all’interlocuzione con i Servizi Sociali, alla presenza e al sostegno dei consiglieri di opposizione Angelo Petrillo ed Ezio Di Genesio Pagliuca, presenti questa mattina sul posto, e all’interessamento dell’Assessora alle Politiche Sociali Monica Picca, si è riusciti a ottenere una sistemazione temporanea in B&B fino a martedì mattina.

Quando è previsto un incontro con l’Assessore ATER Angelo Caroccia e con l’Assessora Picca, con l’obiettivo di individuare una soluzione dignitosa e stabile. Ma vogliamo essere chiari: se martedì non arriverà una soluzione concreta, stabile e praticabile, il problema sarà soltanto rinviato di pochi giorni.

Per M., come per tante altre persone in difficoltà, il mercato immobiliare oggi è di fatto chiuso e inaccessibile: affitti fuori controllo, garanzie impossibili da fornire, assenza totale di strumenti pubblici adeguati. Questo significa che senza un intervento strutturale delle istituzioni, l’assistenza alloggiativa resta solo una gestione provvisoria della marginalità. La vicenda di Massimo non è un caso isolato. È lo specchio di una crisi abitativa che attraversa Fiumicino e che non può più essere affrontata solo nell’emergenza.

Accendere un faro sulla precarietà abitativa significa rompere la solitudine dello sfratto, rendere visibile ciò che troppo spesso resta nascosto e imporre con urgenza la costruzione di politiche abitative adeguate al nostro territorio. L’Unione Inquilini continuerà a vigilare affinché Massimo non venga nuovamente lasciato solo. La casa è un diritto. Rinviare il problema non è una soluzione. Servono risposte adesso. Ringraziamo tutti i cittadini che questa mattina sono accorsi in sua solidarietà.

Unione Inquilini Fiumicino