Egregia Commissaria,

Le chiedo scusa se mi rivolgo in questo modo a Lei che sta seguendo con molta attenzione il dossier Alitalia. Ma non avendo altra modalità di interlocuzione e avendo negli ultimi mesi, e in particolare nelle ultime settimane, parlato del suo lavoro e della Commissione che Lei presiede, mi sembrava corretto rivolgermi direttamente e pubblicamente a Lei su un dossier che, se affrontato male, porterebbe inevitabilmente alla scomparsa di uno degli asset importanti dell’economia italiana. A differenza di buona parte degli altri Paesi europei che, invece, non come l’Italia, difendono e giustamente lavorano per darsi una prospettiva per il futuro post pandemia.

Scusi se lo faccio come sindaco di un piccolo Comune di 82 mila abitanti, Fiumicino, che ha nel proprio territorio la buona parte degli 11 mila lavoratori diretti e 20 mila dell’indotto che gravitano intorno ad Alitalia. E’ facile comprendere che la mia è esclusivamente una preoccupazione di carattere sociale ed economico per un territorio che sarebbe duramente colpito dalla crisi di un’azienda così importante. La questione che non mi è comprensibile e che, penso, non sia comprensibile ai più, è quella relativa all’insistenza della Commissione che Lei presiede circa il taglio drastico, la discontinuità tra il vecchio e il nuovo, fino ad arrivare all’abbandono del logo italiano, il reperimento di una parte del personale all’esterno della vecchia azienda, la diminuzione a 40-45 aerei di una flotta che ne conta 120, la divisione aziendale tra Aviation, Handling e manutenzione. Con la conseguenza che circa 7500 persone dovrebbero andare dentro il serbatoio degli ammortizzatori sociali e altre decine di migliaia dell’indotto direttamente a casa.

È evidente a tutti, ritengo in particolare anche a Lei che svolge un lavoro con grande capacità professionale, che questa soluzione al massimo durerà 24 mesi, per passare poi alla chiusura definitiva della presenza italiana nei cieli. Sono consapevole, Commissaria, di essere un piccolo ente locale, pur sentendomi parte integrante non solo del mio Paese ma della Comunità europea tutta.

La seconda questione che volevo sommessamente chiedere, anche per capire meglio le motivazioni delle controproposte della Commissione, è perché AirFrance/KLM e Lufthansa hanno preso il doppio della perdita subita nel 2020, importi pari a 11 miliardi ciascuno in due tranche? Alitalia invece ha perso nel 2020 circa 2 miliardi, i due terzi del fatturato. Se anche noi volessimo arrivare a sottrarre dai due miliardi la media delle perdite degli ultimi tre anni di amministrazione straordinaria, circa 500 milioni all’anno, Alitalia avrebbe diritto a un risarcimento di circa un miliardo e mezzo. Al momento, con grandissima fatica e iniquità, ha percepito invece solo 290 milioni di euro.

Vale anche per aziende più piccole delle due citate. Alla portoghese Tap, che ha 88 aerei e che, sotto l’aspetto della freschezza di gestione, la dice lunga, avete autorizzato un miliardo e 200 milioni di euro, quattro volte la cifra data ad Alitalia. Per non parlare della francese Corsair, con 6 aerei, a cui avete autorizzato 141 milioni di euro.

Ora, Commissaria, non credo sia il caso di fare l’elenco dei provvedimenti, tutti giusti, per carità. L’unica cosa non chiara, e dal mio punto di vista ingiusta, è la decisione riservata ad Alitalia. Mi sono rivolto a Lei perché il vostro nuovo corso ha finalmente riportato l’Europa a condividere quei valori di solidarietà e umanità necessari affinché non fosse percepita più come l’Europa dei tagli e del rigorismo, tutore dei conti pubblici e non del benessere delle persone. Confido, dunque, che l’Europa della solidarietà possa tornare a prevalere anche in questo caso.

Le chiedo ancora scusa per la modalità con cui mi sono rivolto a Lei e mi rendo disponibile a una interlocuzione diretta sulla questione.

Il Sindaco di Fiumicino
Esterino Montino