È stata anticipata a questa mattina l’udienza d’apertura del “processo immediato” nei confronti di Giada Crescenzi. La donna comparirà di fronte ai giudici della Terza Corte d’assise di Roma per rispondere delle accuse di “omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dalla minorata difesa”, nei confronti di Stefania Camboni, la 58enne trovata morta nella notte tra il 15 e il 16 maggio scorso nella villetta di Fregene in via Agropoli. Il Gip di Civitavecchia aveva disposto l’udienza per il 25 febbraio, poi anticipata dal presidente del Tribunale ordinario di Roma.

Secondo i giudici della Procura l’imputata di 31 anni, fermata subito dopo l’omicidio e da allora in custodia cautelare nel carcere di Civitavecchia, avrebbe colpito 34 volte la suocera mentre dormiva nel suo letto con un coltello da cucina.

E il processo si apre con un ulteriore colpo di scena, rivelato da Massimiliano Gabrielli, il legale della famiglia Camboni. “Giada Crescenzi, dopo aver inizialmente dichiarato agli inquirenti di essere estranea ai fatti – spiega Gabrielli – ed essersi poi avvalsa della facoltà di non rispondere, il 12 giugno del 2025, davanti al Procuratore della Repubblica di Civitavecchia Alberto Liguori, accusava il suo compagno Francesco Violoni di essere l’autore dell’omicidio della propria madre. E di averla anche minacciata di morte nel caso in cui non si fosse attenuta a questa versione. Una ricostruzione smentita dai fatti e dallo stralcio della posizione del Violoni con decreto di archiviazione emesso dal Gip del Tribunale il 29 gennaio scorso con archiviazione del procedimento per non aver commesso il fatto”.

E Violoni l’8 febbraio ha querelato la sua ex compagna con una denuncia per calunnia.