
Operato in 90 minuti paziente da team Cardiologia ed Emodinamica
Un intervento capace di risolvere in maniera prolungata nel tempo il problema dell’ipertensione arteriosa resistente a terapia medica, riducendo in modo considerevole i rischi legati ad una patologia con importanti conseguenze. L’intervento è quello della denervazione delle arterie renali e che per la prima volta è stato eseguito all’interno della UOC di Cardiologia dell’ospedale Grassi di Ostia su un paziente poco più che sessantenne da un team guidato dalla responsabile dell’Unità Operativa, la dottoressa Sabina Ficili e dal dott. Fabio Ferranti, Responsabile della U.O.S. Utic presso l’ospedale lidense.
“Si tratta di una procedura invasiva che viene fatta mediante l’applicazione di una energia a radio frequenza sulle diramazioni dell’arteria renale ed è finalizzata alla denervazione delle afferenze del sistema nervoso simpatico – spiega la dottoressa Ficili – E’ una procedura eseguita per la prima volta all’ospedale Grassi in paziente affetto da ipertensione arteriosa non controllata dal trattamento farmacologico. Pazienti che praticamente non rispondono più alla terapia medica convenzionale”.
“Attraverso l’arteria femorale viene inserito un catetere che arriva direttamente alle diramazioni dell’arteria renale – continua Ficili – Arrivati a quel punto si eroga radiofrequenza con inattivazione delle afferenze nervose. Di fatto togliamo la causa che provoca l’iperattività del sistema nervoso simpatico che manda impulsi all’arteria che, in caso di ipertensione, si vasocostringe facendo aumentare la pressione”. L’intervento è durato novanta minuti ed è stato eseguito in sedazione profonda. Dopo tre giorni il paziente ha lasciato l’ospedale con immediati miglioramenti.
“Il paziente ora prende un solo farmaco invece che quattro. La sua pressione è stabilizzata sul valore di 120/70. Una situazione che si mantiene nel tempo, testimoniata da studi nazionali e internazionali che attestano che per dieci anni la pressione si mantiene stabile. È un’operazione che ci permette anche di fare prevenzione perché riusciamo a limitare rischi cardiovascolari, cerebrovascolari e nefrovascolari perché, ricordiamolo, l’ipertensione è un fattore di rischio per cervello, cuore e reni. Intervento che non può fare chiunque, ma va eseguito dopo un’attenta opera di screening e valutazione dei singoli . Il paziente era giunto nel nostro ospedale per un problema coronarico che è sfociato poi in un’angioplastica. È stato lì che ci siamo accorti anche del problema dell’ipertensione. Ora sta bene, la qualità della sua vita decisamente migliorerà”.
