A 48 ore dal risultato referendario, anche in riferimento a diversi interventi apparsi sui media, credo sia necessaria un’analisi politica di quanto accaduto. Nel Comune di Fiumicino la vittoria del No è stata netta, chiara e inequivocabile. Un dato forte, in linea con quello del Paese. Inutile nascondersi, è stato un voto politico.

Lo dimostrano le immediate dimissioni, o sarebbe meglio dire l’invito alle dimissioni, del sottosegretario Andrea Delmastro e della capo di gabinetto del ministro Nordio, Giusi Bartolozzi. In attesa di quelle della ministra Daniela Santanchè anche lei invitata dalla Premier, Giorgia Meloni, a fare altrettanto. 

A Fiumicino purtroppo abbiamo visto l’esatto contrario. Il sindaco non ha ritenuto opportuno chiedere un passo indietro a chi avrebbe dovuto farlo per rispetto della città, lasciando l’amministrazione senza la necessaria serenità. E ora? Di fronte al cambio di rotta deciso dalla Premier, che ha dichiarato fuori dal Governo gli indagati e chi crea opacità, che faranno i gruppi di maggioranza del nostro Comune? Seguiranno la linea della loro leader o si faranno due pesi e due misure?

Rimane il dato politico del referendum: una forte affluenza che ci restituisce un Paese e una Fiumicino vogliosa di dare il proprio responso. E una fortissima partecipazione per difendere il pilastro fondamentale della nostra democrazia: la Costituzione e l’indipendenza della magistratura dal potere legislativo. Un sentito ringraziamento va a tutti i volontari, alla società civile, alla Cgil, ai giovani, a coloro che hanno difeso la nostra Nazione e la nostra Carta Costituente.

M;ichela Califano, consigliera regionale Pd Lazio e segretaria Pd Fiumicino