Passeggiando per via della Torre Clementina, è un dato ormai assodato e consolidato, sembra ormai di essere del tutto in una “street food”. Tra le pochissime attività superstiti, mosca bianca in mezzo a tutti i locali dedicati alla ristorazione, la più antica e duratura è Ferramenta Lucaroni. Un’istituzione per gli abitanti del nostro paese. Aperta nel 1927 è ormai prossima a festeggiare un secolo.

Un documento del 20 dicembre del 1930, una lettera di “referenze” rilasciata a un dipendente per poter andare a lavorare altrove, dimostra come l’officina Meccanica Lucaroni in via Garibaldi 8 fosse in piena attività; all’epoca però si occupava di costruzioni in ferro, riparazioni automezzi agricoli, vendita del carbone.

Via Garibaldi è il nome della via che, dopo la guerra, divenne via della Torre Clementina, nome tuttora in uso. Si tratta di un locale di 140 metri quadrati, dotato di due accessi, uno sul viale principale, l’altro su via degli Orti; è incredibile come possa riuscire a contenere ciò che anche la più fervida immaginazione non riesce a pensare.

Pienissimo di qualsiasi arnese possa essere utile, dalle piccole viti di ogni genere, fino ai tagliaerba, i trapani a colonna, le frese, i cacciaviti, l’idropulitrice, sistemata in un modo che a noi umani risulta incomprensibile. Invece Flavio, il proprietario, in un modo che ha del magico, riesce a trovare tutto, conosce la posizione esatta di qualsiasi prodotto si stia cercando. Proprio con lui, che dal 1990 lavora lì ed è ormai l’anima di questo luogo, abbiamo voluto scambiare due chiacchiere e farci raccontare un po’ di questa bottega storica di Fiumicino.

“L’attività agli inizi degli anni 30, gestita da mio nonno – racconta Flavio – era un’officina che riparava gli automezzi agricoli, effettuava lavori in ferro, vendeva carbone. Dopo la guerra, venuto a mancare mio nonno, preso in gestione da mio padre e dai suoi due fratelli, si decise di aggiungere elettrodomestici, televisori, istallazioni e riparazioni”.

Nel frattempo a Fiumicino erano arrivate tante persone da tutta Italia per bonificare le paludi, lavorare la terra, pescare, proprio coloro che hanno gettato le basi per rendere Fiumicino il paese che è oggi.

“Mio padre e i miei zii – continua Flavio – hanno contribuito a installare le prime televisioni, a consegnare i primi elettrodomestici; vendevano persino dischi. Le persone si mettevano in fila per acquistare le hit di Gianni Morandi e dei cantanti che facevano furore, si vendeva di tutto, comprese addirittura le chitarre. Erano persone semplici, alla mano, anche quando sembrava non riuscissero a riparare qualcosa, inventavano una soluzione, uno stratagemma con i mezzi a disposizione, esempio dell’arte di arrangiarsi tipica di quegli anni”.

Nel corso degli anni gli zii hanno preferito dedicarsi ad altro e a occuparsi dell’attività è rimasto il padre di Flavio.

Dove ora si trova la sagrestia della chiesa S. Maria Porto della Salute c’era il ferramenta, nello spazio del locale attuale si vendeva il resto. Negli anni ‘80 l’area della sagrestia venne restituita alla Parrocchia e tutto lo spazio rimanente venne dedicato al ferramenta, esattamente come è ora.

Nei primi anni ‘90 Flavio ha iniziato a lavorare lì ed eccolo ancora oggi, nella speranza di poter andare in pensione quanto prima e dedicarsi ai propri passatempi.

Chiunque cerchi un qualsiasi arnese, lo può trovare presso il negozio, insieme al supporto di Flavio, pronto a fornire qualsiasi spiegazione tecnica necessaria.

Più di mille prodotti, ciascuno dei quali ha centinaia di declinazioni. Gli abbiamo chiesto quali siano gli articoli più particolari all’interno del negozio

“Una scala di corda che, pur essendo molto bella, potrebbe far cadere chiunque e non è per niente funzionale – risponde – una lampada a carburo che ormai non si usa più e un macchinario in grado di duplicare a mano le chiavi, prodotto storico degli anni ‘20. Ormai però internet ha fatto sì che sempre meno persone si rivolgano al ferramenta per acquistare, poiché trovano prodotti online a prezzi più competitivi, anche se questo non sempre corrisponde a qualità. Magari dopo un po’ vengono qui a chiedere aiuto per riparare ciò che hanno acquistato online”.

Ho trascorso un paio di pomeriggi con Flavio, è un continuo viavai di persone che pongono problemi, cercano soluzioni, raccontano il proprio progetto e Flavio è lì che trova una soluzione, propone un prodotto. Se non c’è lo ordina, altrimenti lo trova all’interno di quella confusione assurda che però, in fondo, tutti noi abbiamo imparato ad amare.

Alla fine la Ferramenta Lucaroni è rimasta quasi un unicum alla quale siamo affezionati e Flavio è davvero a Fiumicino uno dei pochissimi a saper trovare un ago nel suo pagliaio.