Il 13 gennaio la maggioranza consiliare ha portato a casa una vittoria. E le ragioni del Comitato FuoriPISTA sono state – momentaneamente – sconfitte. Con l’approvazione della delibera che dà il via alla procedura di nuova perimetrazione della Riserva e quindi alla quarta pista, senza alcuni scrupolo o preoccupazione la maggioranza ha dato il via anche alla decurtazione della Riserva, agli espropri per decine di famiglie, alla distruzione dei centri agricolo nati ben prima dell’aeroporto, e all’aumento dei danni per la salute di tutti.

In oltre tre ore di interventi in Aula, i consiglieri di opposizione hanno illustrato in lungo e in largo le gravi e numerose ragioni per cui la quarta pista sarebbe un disastro per il territorio, per la salute dei cittadini e sarebbe devastante per l’ambiente e per le prospettive di una crescita sana per il Comune. Al contrario, è stato pressoché impossibile capire le ragioni che invece hanno spinto la maggioranza ad approvare la delibera, se si escludono quelle prettamente economicistiche di uno scambio do ut des. Alla fine, l’aula ha approvato la delibera con 14 voti favorevoli e 7 contrari.

Ora tutti esultano: il presidente del Consiglio comunale, che nell’entusiasmo nel suo twitt ha raddoppiato i milioni che il Comune otterrebbe da AdR (da 300 li ha fatti diventare 600!); Gualtieri, Sindaco di Roma e della Città Metropolitana che si accoda agli “sviluppisti”; il fantomatico Comitato “In pista” che non è stato neppure capace di inventarsi un nome senza “scopiazzarlo”; l’AD di AdR, dottor Troncone: l’unico che esulta veramente a ragione, visto che ha portato a casa un grande risultato per il concessionario. E certamente nei prossimi giorni altri si aggiungeranno al carrozzone dei momentanei vincitori”: i titoli dei giornali già inneggiavano prima che la votazione avesse luogo, tanto erano sicuri dei risultati.

Ma perché una vittoria di Pirro? Per tre fondamentali ragioni: perché questa di oggi è solo la prima mossa di un iter complicato che chiamerà in causa molte istituzioni e che richiederà tempo: un iter in cui gli ostacoli possono essere molti, primi tra tutti le norme che regolano quali terreni possono o meno far parte della Riserva, i quali devono avere caratteristiche precise e stabilite per legge: tutti quei discorsi del Sindaco sul “saldo zero” e sulle “compensazioni” (usando furbescamente questo termine strettamente tecnico per riferirsi ai ristori che avrà il Comune e non invece ai terreni di eguale quantità e valore che devono essere dati per legge in cambio degli ettari tolti alla Riserva). Sono tutti “fuffa”, polvere negli occhi e parole al vento per intortare i cittadini e rendere la medicina meno amara (forse anche per chi l’ha votata).

E le carte che abbiamo in mano, o meglio le leggi esistenti, sono a nostro favore, perché non si può governare un territorio contro i suoi abitanti. La cosa può durare per un po’ ma poi non funziona. E questa maggioranza sta esagerando nella svendita del territorio ai potenti, che siano i Benetton di AdR o gli stranieri della Royal Caribbean. Non è possibile che gli abitanti di Fiumicino non si accorgano di quanto sta avvenendo, un processo che nel prossimo futuro li porterà a sentirsi come prigionieri, chiusi nella loro “Isola” – sempre meno “sacra” e sempre più “Alcatraz” – con una rete stradale insufficiente, circondati da tre porti (commerciale, croceristico e turistico), un aeroporto che si espande e prevede di raddoppiare il traffico, quindi rumore e inquinamento atmosferico alle stelle, svincoli autostradali, Interporto, centri commerciali, Fiera di Roma… e con una erosione costiera che si mangerà le spiagge togliendo quel poco di turismo che sopravvive. Tutto questo con la chimera di posti di lavoro, pochi e precari.

Perché è stato introdotto un “cambio di fase”, che fa dello “scambio” tra potenti e amministratori il nuovo criterio che va a sostituirsi alla tutela del “bene comune”, trasformandolo in una pratica ammissibile alla luce del sole: “io do una cosa a te e tu dai una cosa a me”, rompendo così un tacito accordo tra amministrati e amministratori, tra Consiglio comunale e cittadini. Un patto, magari non sempre funzionante, ma che finora aveva retto. E quando si introducono cambiamenti di questa portata le conseguenze sono imprevedibili e spesso ingestibili proprio da chi li ha promossi.

Quindi, arrivederci alle prossime iniziative. Ringraziamo i Consiglieri comunali dell’opposizione che si sono spesi con competenza e passione per difendere cittadini e territorio. Un grazie anche a noi cittadini: eravamo veramente in tanti presenti nell’aula comunale e, malgrado qualche disguido tecnico, anche in streaming.

La battaglia non è finita qui: nei prossimi giorni vi aggiorneremo sulle prossime iniziative che richiederanno nuovamente una grande partecipazione e l’impegno dei cittadini di tutte le località di Fiumicino, perché tutti, da nord a sud, comunque siamo coinvolti.

Il Comitato FuoriPISTA