La riunione dei commercianti

Ieri pomeriggio da “Cielo” si è riunita a Fiumicino l’associazione commercianti di via della Torre Clementina e Centro Storico per affrontare il tema relativo alle restrizioni dell’ultimo Dpcm. Una stretta che ha puntato il dito su una categoria che si sente messa nel mirino e che invece è sempre stata pronta nell’applicare tutte le norme previste nei vari protocolli sanitari.

“Ovviamente siamo molto preoccupati – spiega Gianluca Consiglio, presidente dell’associazione – siamo e saremo i primi a rispettare le regole. Viviamo nei locali con le nostre famiglie, abbiamo il massimo rispetto per i dipendenti, per i nostri clienti per non essere scrupolosi alla lettera. Invece in questo modo passa l’idea che ristoranti, bar, locali in genere, siano luoghi poco sicuri, da evitare. Non è un messaggio corretto nei confronti della categoria, siamo lavoratori seri, persone per bene che hanno a cuore la salute, prima di tutto. E la nostra serietà ci impone comunque il rispetto delle decisioni del Governo, nessuna barricata da parte nostra. Ma questo non vuol dire che non chiediamo per noi la stessa considerazione, non abbiamo rivendicazioni particolari nei confronti dell’Amministrazione comunale, è un problema troppo grande che va affrontato a livello nazionale. Ma lo Stato deve impegnarsi con contributi a fondo perduto e le banche devono erogare il credito indispensabile per farci sopravvivere e dimenticare il rating delle aziende. Solo così potremo sopravvivere”.

C’è una grande preoccupazione da parte della categoria per la chiusura serale dei locali. La ristorazione a Fiumicino è la sera, a pranzo senza il movimento dell’aeroporto ora ai minimi termini il lavoro è veramente poca cosa. E l’asporto e il delivery sono palliativi specie in un momento come questo in cui manca liquidità e le famiglie cercano di risparmiare al centesimo.

“Molte aziende chiuderanno i battenti – continua Consiglio – non ce la faranno a sopportare questa seconda ondata. Bisogna pensare alle loro famiglie, a quelle dei dipendenti, all’indotto che è enorme. Si mette in ginocchio un numero molto alto di persone, sono padri, madri e figli. La cosa più importante è la liquidità, dare risorse per superare il momento, consentire rientri ragionevoli, non abbiamo bisogno di elemosine. Se non ci sarà questo sostegno poi non bisognerà lamentarsi quando nel territorio ci saranno infiltrazioni mafiose, arriveranno puntualmente a rilevare per quattro soldi le aziende in difficoltà”.

Un’altra tematica emersa nel corso della riunione è quella legata ai lavori di restyling di via della Torre Clementina che rischiano di rappresentare più di un problema quando i locali potranno riaprire con l’orario normale.
“Ma a quello – dice Gianluca – penseremo quando sarà il momento. Adesso la cosa più importante è restare in piedi, perché un mese di chiusura serale non sarà uno scherzo”.