Cosa bisogna valutare prima di acquistare un antifurto per la casa

Come si fa a capire qual è il sistema di allarme più appropriato per la propria abitazione? Per rispondere a questa domanda è necessario prendere in esame le caratteristiche del luogo in cui si vive, e successivamente analizzare con cura la tecnologia di sicurezza su cui si basa l’antifurto. Non va trascurata, nella valutazione, la verifica dei servizi abbinati al prodotto, anche post-vendita, e delle relative garanzie.

Come è fatto un antifurto

Un impianto di allarme casa viene considerato un elemento di sicurezza passivo. È sufficiente attivarlo per far sì che rilevi in automatico i tentativi di intrusione. Nel momento in cui la presenza di un estraneo viene individuata all’interno dell’area protetta, subito scattano le sirene. Ma non solo: al tempo stesso vengono avvisate via sms, al telefono o tramite Internet le persone presenti in un elenco definito al momento dell’installazione. Se si verifica un incendio, invece, l’impianto antincendio viene azionato in automatico, così da consentire l’estinzione delle fiamme. Il cervello dell’intero impianto è rappresentato dalla centralina di allarme, che comprende al proprio interno dei microprocessori che sono programmati per analizzare i vari segnali che ricevono dai sensori.

La centrale di un impianto di allarme

Il funzionamento della centrale è garantito da una batteria ricaricabile, grazie a cui l’antifurto può funzionare anche se la corrente elettrica viene staccata o comunque sparisce, per esempio per colpa di un black out. Gli standard di sicurezza sono innalzati, inoltre, da un sistema anti-sabotaggio che entra in funzione nel momento in cui il pannello esterno viene rimosso. Il numero di zone che possono essere sorvegliate è variabile a seconda del tipo di impianto e delle esigenze che devono essere soddisfatte: si va da un minimo di 4 ambienti a un massimo di 128. Gli ambienti, per altro, possono essere suddivisi in varie parti, per esempio quando si ha la necessità di vigilare unicamente alcuni punti mentre altri devono essere lasciati liberi.

I consigli da tenere a mente per un corretto utilizzo della centralina di allarme

La digitazione dei numeri su un tastierino permette non solo di attivare la centrale di allarme, ma anche di programmarla. In altri casi tali funzioni sono garantite da una chiave magnetica. Sono i sensori a rilevare i segnali da cui scaturiscono le comunicazioni. In particolare, i sensori di movimento possono essere a singola o a doppia tecnologia: i secondi coniugano l’uso delle microonde con quello dei raggi infrarossi passivi, e il segnale di allarme viene trasmesso unicamente nel momento in cui un movimento viene rilevato da tutte e due le tecnologie.

Dove trovare un allarme sicuro per la casa

Se si è in cerca di un allarme sicuro basato su un impianto che può essere gestito anche a distanza, navigando sul sito https://www.betaelettronica.it si trova tutto ciò di cui si ha bisogno. Beta Elettronica mette a disposizione un impianto senza fili che assicura la trasmissione criptata ai sensori dei segnali dell’antifurto attraverso una tecnologia bidirezionale denominata Tornado. L’app Betasmart, inoltre, consente la gestione da remoto, sia che si utilizzi il pc, sia che si utilizzi lo smartphone.

I sensori perimetrali

In previsione dell’acquisto di un antifurto per la propria abitazione vale la pena di prendere dimestichezza anche con i sensori perimetrali, che sono concepiti per essere installati all’esterno della casa: non solo sul giardino, ma anche semplicemente sul balcone o sul terrazzo. Grazie a questi sensori è possibile dare vita a una barriera anti-intrusione che può raggiungere una lunghezza di 40 metri. Molto preziosi sono anche i sensori d’urto, che avvisano quando vengono sfondate le tapparelle o le pareti.

Iscriviti alla Newsletter

Archivio Articoli