La pensione di Catenelli

“È il ciclo della vita”. Così commenta la sua pensione Vittorio Catenelli che dallo scorso 1° maggio non è più vicecomandante della Polizia Locale di Fiumicino. Dopo tanti anni di servizio e sacrifici, è arrivato il momento del riposo. Tanto tempo libero, buona parte del quale Vittorio lo trascorrerà assecondando la sua passione per il calcio, uno sport che ha sempre avuto nel sangue. Da anni è infatti dirigente del Fregene, l’unica squadra rimasta a rappresentare il Comune nel campionato di Eccellenza. Nato il 7 gennaio 1949, dopo aver conseguito il diploma quinquennale di scuola media superiore all’Istituto Statale d’Arte di Pomezia, nel 1973 a 24 anni vince un concorso ed entra nel corpo dei Vigili Urbani del comune di Roma. “L’anno successivo sono stato trasferito a Fiumicino – ricorda Vittorio – stava nascendo la XIV circoscrizione con un gruppo di venti vigili neo assunti”.
Da ragazzo ch era è diventato un uomo sul territorio. “Ho visto crescere questo Comune, sia al livello demografico che edilizio – dice – all’inizio la maggior parte delle zone erano agricole, non c’era dispersione. Basti pensare che il servizio lo effettuavamo in bicicletta, cosa inimmaginabile” .
Dopo aver vinto il concorso da istruttore direttivo è andato a dirigere, fino al 1998, il nucleo aeroportuale. “Anche in questo caso, sono stato testimone dell’espansione dello scalo – sottolinea Catenelli – la sua crescita è stata esponenziale, sia in termini di passeggeri che di strutture”.
Durante questa esperienza al “Leonardo da Vinci”, dove l’attenzione di un vigile è pari, se non superiore, a quella di un arbitro di calcio durante una partita, c’è stato il passaggio di Fiumicino da XIV circoscrizione a Comune autonomo. “A quel punto eravamo chiamati a scegliere se ritornare a Roma o restare – racconta Vittorio – Ho optato per Fiumicino dove ho voluto rimanere a lavorare, una scelta che abbiamo fatta in cinquanta”.
Una decisione vincente visto che dopo un altro concorso vinto, questa volta da funzionario, è diventato vicecomandante della Polizia Municipale, poi diventata Polizia Locale. Nell’anno in cui il Comune festeggia il ventennale della sua autonomia da Roma, dal 1° maggio Vittorio Catenelli è in pensione. Farà sicuramente effetto non vederlo più nella sua stanza in divisa, anche se lui si è subito adattato alla nuova vita. Sportivo, un passato da allenatore in anni in cui applicava schemi innovativi per i tempi, capace di trasmettere la sua immensa carica ai giocatori. Una persona seria, di poche parole, appassionato, volitivo. Uno così, concorsi a parte, sarebbe riuscito in qualunque cosa avesse fatto. “Adesso posso dedicarmi completamente alla mia passione che ho da sempre, il calcio – dice – non mi mancherà il lavoro, dopo tanti anni di servizio è giusto così”.
Ma a noi mancherai, eccome, caro Vittorio.

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