“A partire dal prossimo settembre si inizierà gradualmente la sperimentazione del servizio di raccolta dei rifiuti porta a porta”. Era venerdì 13 luglio e il sindaco ci propinava l’ennesima di una lunghissima serie di bufale. Oggi, 5 settembre, e di quella raccolta porta a porta nemmeno l’ombra. Sarà stato il giorno infausto ma la rivoluzione canapininiana è ancora lontanissima. Problemi organizzativi si mormora dalla nuova Ati, l’associazione temporanea d’impresa che ha vinto il mega appalto da 8 milioni all’anno. Questione di contenitori, i cosiddetti mastelli, cinque di colore diverso, capacità trenta litri, che dovrebbero essere tenuti dai residenti all’interno della propria abitazione e conferiti in una postazione fantasma nei giorni e negli orari prestabiliti in base a un calendario pure lui ancora inesistente.
La soluzione, come ovvio che sia, non piace a nessuno, figurarsi ai residenti che invece dei sacchetti devono caricarsi in casa cassonetti ingombranti per il porta a porta e poi scaricarli. La raccolta porta a porta rischia di trasformarsi nell’ennesimo flop di questa amministrazione medioevale. E mentre si allontana la speranza di aumentare la quota del differenziato della città in piena guerra delle discariche, aumenta il rischio dalle sanzioni previste dalla legge (il TUA n° 152 del 2006 md 2010) che impone la differenziata e il riciclaggio nelle percentuali fissate: il trentacinque per cento entro il 31 dicembre 2006; il quarantacinque per cento entro il 31 dicembre 2008; il sessantacinque per cento entro il 31 dicembre 2012. I primi due obiettivi sono falliti miseramente. Per il terzo ci siamo quasi: dicembre è a un tiro di schioppo e la differenziata è vicina a dieci per cento scarso.
Il rischio? Una multa salatissima, che si potrebbe avvicinare al milione di euro. L’ennesima che la città sarà costretta a pagare per l’inefficienza di questa maggioranza. L’ennesima tassa inserita nel prossimo bilancio. A meno che non si aumenti la Tarsu, la tassa sui rifiuti. Che Canapini ci abbia già pensato?

RAFFAELE MEGNA
Responsabile Gruppo
Ambiente e Territorio
Pd Città di Fiumicino