Fregene, non accettava la separazione e attenta alla vita della moglie

Non accettava l’idea di essere stato lasciato dopo anni di violenze e vessazioni e accecato dalla rabbia ha scovato la moglie a Fregene, dove si era rifugiata, e ha cercato di ucciderla. Solo l’arrivo immediato degli uomini del Commissariato di Polizia di Fiumicino, diretti dal primo dirigente Catello Somma, e del Reparto Prevenzione Crimine Lazio ha evitato la tragedia. K.R., marocchino di 29 anni, infatti non ne voleva proprio sapere di separarsi dalla moglie, trentacinquenne romana con la quale era sposato da oltre dieci e dalla quale aveva avuto tre figli.

Esasperata e spaventata dopo anni di abusi sessuali e violenze, e preoccupata per i suoi bambini di 4, 6 e 12 anni (due dei quali era riuscita a proteggere altrove perché vittime anche loro delle percosse del padre) la donna qualche giorno fa era scappata dalla casa di Roma. L’unico luogo dove immaginava di potersi sentire al sicuro era proprio la villetta di famiglia a Fregene. Qui sperava di poter dimenticare le litigate furiose e anni di maltrattamenti e minacce da parte di quell’uomo del quale, tempo prima, si era innamorata. Un sogno che però si era infranto praticamente da subito perché, già all’inizio della convivenza, il marocchino aveva manifestato comportamenti violenti e vessatori, sia sulla donna che sui figli. Uno dei piccoli si trova infatti presso una struttura sanitaria a seguito delle percosse del padre.
Dopo averla cercata ovunque, sabato scorso ha scoperto che la moglie si trovava nella località balneare dove, nel primo pomeriggio, l’ha raggiunta armato di una grossa cesoia e di una spranga di ferro. Non avendola trovata in casa ha aspettato il suo rientro nascondendosi nella siepe del giardino. Così, quando lei è rincasata, insieme ad un amico, se l’è trovato alle spalle armato e ancora più furioso e violento. Mentre le urlava contro minacce di morte, ha cercato di ferirla con la grossa cesoia che stringeva fra le mani. La donna e l’amico, approfittando di un momento di distrazione, sono riusciti a raggiungere la porta di ingresso e rifugiarsi dentro casa. Proprio sulla porta si è infilzato il colpo che K.R. aveva destinato alla moglie. Sconvolta, mentre il marito continuava a sfogare la propria rabbia, distruggendo con una mazza di ferro la sua auto, la donna ha chiamato la polizia. In pochissimi minuti gli agenti hanno raggiunto l’abitazione e hanno bloccato il marocchino proprio mentre stava massacrando la macchina della moglie. L’uomo è stato arrestato per tentato omicidio, maltrattamenti in famiglia, danneggiamento, violazione di domicilio, possesso di oggetti atti ad offendere, violenza sessuale e minacce aggravate.

“Nei nostri uffici la donna si è letteralmente liberata di tutte le violenze che subiva insieme ai figli – ha commentato Catello Somma, primo dirigente del Commissariato di Polizia di Fiumicino – ci ha raccontato di maltrattamenti e vessazioni che ormai da anni facevano parte del suo quotidiano ma che la paura impediva di raccontare spontaneamente, seppur avesse già in passato presentato altre denunce presso altri commissariati. Ora la donna e due dei tre figli si trovano in località protette mentre il marito resta in carcere a Civitavecchia. La prontezza dell’intervento è frutto dei maggiori e più intensi controlli che abbiamo organizzato su tutto il territorio. Grazie anche al personale del Reparto Prevenzione Crimine Lazio in supporto al nostro commissariato per assicurare maggiori controlli, risposte immediate e quindi maggiore sicurezza del cittadino.”

Francesca Procopio

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