Al Trofeo di Carnevale Farmacisti in aiuto premia Giovanna, unico pilota donna

Domenica 3 marzo si è svolto il Trofeo di Carnevale – Città di Fregene. La manifestazione automobilistica, giunta quet’anno alla sua ventesima edizione, ha visto protagonisti decine di equipaggi alla linea di partenza.

“Anche quest’anno – racconta Tullio Dariol, Presidente di Farmacisti in aiuto Onlus – eravamo presenti al fianco del Club Motori d’Altri Tempi, organizzatori dell’evento, in qualità di Social Partner. Una partecipazione continua e costante che ci coinvolge da diversi anni e che, per noi, è ormai diventato un appuntamento irrinunciabile con il nostro territorio”.

Territorio che è stato sotto i riflettori per l’intera giornata. Il ‘circuito’ di gara, si dipanava infatti lungo le strade della città di Fregene il cui paesaggio, in questo anticipo di primavera, è reso ancor più suggestivo dal tiepido sole infiltrato tra i rami dei pini secolari.

Territorio comunale, al centro anche della consueta raccolta fondi solidale che accompagna l’evento.

“Una vera e propria gara di solidarietà che ci riempie di gioia e con cui alimenteremo il fondo di solidarietà destinato a persone del nostro territorio che si trovano in un momento di difficoltà” prosegue il presidente FIA. Spesa alimentare (o più genericamente al supermercato), spese scolastiche, spese mediche: questi gli ambiti entro cui si muove il fondo di solidarietà, grazie anche alla partecipazione di alcuni esercizi commerciali e professionisti all’interno del comune di Fiumicino.

Quest’anno la targa speciale di Farmacisti in aiuto è stata consegnata alla signora Giovanna, al volante di una delle auto d’epoca in gara. Tante le donne che ogni anno partecipano, ma quasi sempre come navigatore; la signora Giovanna, invece, era l’unica donna alla guida di una vettura.

“Abbiamo scelto di consegnare – dice Tullio Dariol −  la targa ad una donna, quale gesto simbolico non solo contro i pregiudizi radicati nelle diverse società che ancora vedono la donna in posizione di inferiorità rispetto all’uomo, ma anche per sensibilizzare le persone sul ruolo fondamentale che ognuno di noi ha nell’invertire questa tendenza.

Basti pensare ai detti popolari come ‘donne e motori, gioie e dolori’ per comprendere quanto questo fenomeno sia tutt’altro che scomparso anche nella progredita società occidentale. Detti che puntualmente vengono smentiti dai fatti: sempre più spesso, infatti, ruoli chiave all’interno delle aziende automotive vengono ricoperti da esponenti del gentil sesso. Senza considerare il fatto che, secondo i dati Istat, in 3 casi su 4 di incidenti causati dal conducente, sono responsabili gli uomini.

Ed è proprio contro questi luoghi comuni  che si focalizzano, ad esempio, molti dei progetti che sosteniamo anche in India. Progetti di formazione scolastica e professionale per rendere le donne progressivamente più istruite ed indipendenti, anche grazie ad inserimento lavorativo e microimprenditoria femminile”.

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