Furti oleodotti, capo organizzazione non di Fiumicino

A seguito degli arresti di ieri per i furti di carburante ai danni degli oleodotti che forniscono l’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Fiumicino, molti cittadini del territorio di Fiumicino si sono domandati se a capo dell’organizzazione criminosa ci fosse qualcuno residente proprio in zona.

Invece a capo dell’associazione per delinquere, i carabinieri hanno individuato un italiano 42enne, imprenditore della provincia di Roma e soprattutto non del territorio di Fiumicino.

L’uomo attraverso la sua fitta rete di conoscenze nell’ambiente della commercializzazione degli idrocarburi si occupava di smerciare in nero il carburante rubato, oltre a fornire il sostegno logistico necessario agli altri membri dell’associazione; dal deposito per la temporanea custodia del carburante rubato, all’individuazione delle strutture alloggiative ed al noleggio dei mezzi impiegati per le incursioni.

I furti

L’organizzazione criminale, che era riuscita ad appropriarsi illecitamente di circa 100 mila litri di gasolio, ha visto all’opera, tra il dicembre del 2017 e il dicembre del 2018,  una banda composta in maggioranza da cittadini romeni.

I furti hanno riguardato anche l’oleodotto che corre vicino all’autostrada Roma-Civitavecchia. Ad incastrarli sono state le telecamere di videosorveglianza a raggi infrarossi che hanno ripreso le fasi del furto di carburante che avveniva tramite allacci abusivi.

Le contestazioni riguardano anche l’incendio avvenuto il primo dicembre 2018 nella zona di Maccarese per l’esplosione di un pozzetto di ispezione, avvenuto la notte del primo dicembre dello scorso anno.

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