Scuola pubblica che fa acqua da tutte le parti. A questo si aggiunge lo sciopero a oltranza degli insegnanti. “Grazie al doposcuola, sosteniamo gli studenti” dichiara il presidente di Farmacisti in aiuto.

Il funzionamento delle scuole e degli uffici del Governo statale sono stati colpiti in tutto lo stato indiano del Tamil Nadu martedì scorso quando il Joint Action Council, una sorta di Consiglio per promuovere azioni congiunte (popolarmente noto come Jactto-Geo) delle Organizzazioni degli insegnanti e quelle dei dipendenti del governo, ha indetto uno sciopero ad oltranza contro la riforma del sistema pensionistico. I dipendenti in sciopero, oltre settecentomila membri delle 175 unioni sindacali, chiedono la demolizione del nuovo regime pensionistico. La maggioranza delle associazioni si oppone fermamente all’attuazione del nuovo regime pensionistico che, stando agli oppositori, sarebbe fortemente peggiorativo per i lavoratori prevedendo minori garanzie ed erogazione di fondi inferiore.

“Il sistema scolastico indiano, purtroppo, è molto spesso obsoleto e rappresentato da insegnanti non troppo preparati, classi numerosissime, strutture fatiscenti” dichiara Tullio Dariol, Presidente di Farmacisti in aiuto; onlus che da oltre 10 anni opera in India con progetti di solidarietà e cooperazione allo sviluppo. Va da sé che gli studenti siano un po’ lasciati a se stessi e che gli insegnanti, considerando anche le difficili condizioni di lavoro e gli scarsi investimenti riconosciuti all’istruzione, non siano particolarmente motivati.

Questo sciopero non è altro che una ulteriore conferma che la scuola versi in pessime condizioni di salute. “Da anni, grazie al sostegno a distanzasupportiamo alcuni doposcuola indiani, i cosiddetti Tuition Centers, in Partnership con Namaste che opera in loco con referenti locali. I centri per il doposcuola, quasi tutti dislocati nello Stato del Kerala, hanno l’obiettivo principale di consolidare la preparazione scolastica dei nostri bambini, per mezzo di lezioni di sostegno quotidiane ed impartite da insegnanti altamente qualificati, selezionati direttamente ed accuratamente dallo staff didattico locale dell’associazione”.

Sciopero: cosa sta succedendo

Il ministro dell’istruzione scolastica KA Sengottayan ha esortato i manifestanti a tornare al lavoro tenendo presente il benessere dei bambini. Tuttavia, nonostante siano stati avvertiti delle conseguenti azioni disciplinari da parte del segretario generale Girija Vaidyanathan, le organizzazioni coinvolte hanno proseguito la protesta chiedendo che il governo venisse loro incontro per risolvere lo stallo. Il coordinatore di Jactto-Geo Perumalsamy, ha infatti dichiarato: “È il Governo che ci ha costretti a scendere in strada, stiamo combattendo per le nostre richieste avanzate negli ultimi quattro anni. abbiamo dato un preavviso prima che si arrivasse alla protesta e invece di attuare le raccomandazioni del comitato stanno solo perdendo tempo”.

“Il comportamento irremovibile del governo statale è la ragione della protesta: i burocrati non ci ascoltano e non vogliono risolvere il nostro problema” ha dichiarato un insegnante. Ad oggi sono già 3mila le insegnanti arrestate e sabato è arrivata la sospensione per 420 di loro.

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