Buona scuola, cattive maestre Comune e genitori

In questi giorni non si è fatto altro che assistere ad uno spettacolo indecoroso del  sindaco che si giustifica di fronte alle insegnanti e ai genitori della scuola dell’infanzia lo “Scarabocchio”. Fermo restando che la scuola è una buona scuola e che non certo per colpa di episodi spiacevoli riferiti ad una insegnante, questi possono ricadere sull’andamento di tutta la scuola. Il Sindaco ha cercato giustificazioni, addirittura è stato colpevolizzato il delegato dell’infanzia, Vincenzo Taurino. Mi sembra chiaro che Delegati e delegazioni come le Consulte non sono riusciti nel loro intento poiché non hanno responsabilità dirette e indirettamente non sono riuscite ad influenzare alcuna scelta amministrativa in questi cinque anni. Piuttosto l’organizzazione amministrativa ha fatto acqua da tutte le parti. Il Sindaco Montino, qualora l’amministrazione avesse funzionato non sarebbe caduto dalle nuvole e sarebbe invece intervenuto personalmente o per interposte persone a risolvere la questione. L’insegnante in causa, ultrasessantenne poteva essere spostata in altro ufficio prima che accadesse il peggio e non dopo, anzi se la legge lo consentisse se ne poteva andare in pensione. Purtroppo di questi episodi ne è piena l’Italia e non ne andiamo fieri, ma la verità è che né il Ministro e neppure le altre Istituzioni hanno a cuore il destino delle scuole e con esse quello delle insegnanti, che vengono ritenute lavoratrici a cinque ore al giorno e con tante vacanze d’estate. Nessuno mai si è chiesto il perché, nessuno mai si è realmente reso conto di che professione delicata le stesse svolgono e che magari proprio per questo non possono insegnare più di quattro o cinque ore al giorno. La passione, l’impegno che le stesse danno ogni giorno ai nostri e vostri figli è impareggiabile, una missione che spesso non viene affatto calcolata. Spesso mi domando ma quei genitori che non vedono l’ora che i propri figli se ne vadano a scuola, non sempre per problemi legati al lavoro, e li trattano come fossero dei pacchetti postali da far viaggiare di qua e di la, si sono mai domandati o si sono mai messi a disposizione della scuola per attivare progetti o percorsi che li aiutino a fare il Genitore? Per assurdo, mi insegnava mio padre che la scuola è un’istituzione e ci sarebbe bisogno di maggiore rispetto. Sono stati superati i limiti, non abbiamo più rispetto alcuno. Oggi ci dedichiamo di più ai diritti degli animali che non ai diritti dei bambini; votiamo la legge della parità di genere, chiamandola battaglia di civiltà. Ma quale civiltà e a quale prezzo? La famiglia e l’educazione familiare, imparare a fare il genitore sono l’unica cosa che contano. Il Comune ha il compito di controllare, manutenere gli edifici e chi all’interno vi lavora; un team sereno affronta il lavoro quotidiano con amore e competenza e se il Comune rileva la carenza di uno solo di questi capisaldi è chiamato ad intervenire e non a mettere la testa come lo struzzo sotto la sabbia.  I genitori urlano la loro rabbia perché questa insegnante deve essere sospesa e pensano che in questo modo hanno vinto una battaglia, ma certamente non hanno vinto la guerra e non hanno aiutato le insegnanti e tutti gli operatori scolastici a svolgere il proprio lavoro in serenità sapendo di essere tutelati e aiutati in tutte le difficoltà che ogni giorno incontrano nel mondo della scuola. Proprio in questi giorni ho ricevuto mail e foto di plessi come il Granaretto, dove i bambini fanno scuola con il giaccone per il freddo. Quale piano ha stabilito il sindaco in merito a queste problematiche? Vogliamo intervenire immediatamente o dobbiamo aspettare il prossimo anno? La manutenzione delle strutture scolastiche, che ci costano milioni di euro devono essere controllate continuamente che siano fatte e bene soprattutto: termosifoni, finestre, bagni, porte, giardini e alberi devono avere la priorità. Abbiamo sette istituti comprensivi, sei scuole dell’infanzia comunali, otto asili nido comunale sparsi per il territorio, una marea di popolazione scolastica, e chi dobbiamo tenere a mente se non questa immensa risorsa? Vogliamo che i nostri figli vivano in luoghi sicuri e puliti e con un gruppo d’insegnanti capaci di fare con loro un percorso educativo didattico al passo con i nostri tempi. La richiesta è molto alta e alti, allora, devono essere la nostra attenzione e il nostro impegno nel riconsiderare la scuola non solo come un deposito sicuro ma come un luogo d’integrazione, d’istruzione ma soprattutto come un luogo di educazione. L’insegnante non potrà mai sostituirsi ad un genitore e così il genitore non potrà mai sostituirsi all’insegnante.
Giovanna Onorati – consigliere comunale

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